Sono state disposte misure cautelari per sei persone da parte del gip di Palermo Stefania Brambille nell’ambito delle indagini sui furti con esplosivo a bancomat. I Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi e Polizia di Stato hanno sgominato la banda in un’operazione che ha visto anche il supporto delle unità cinofile dell’Arma e della Polizia. In carcere sono finiti Vincenzo Castrofilippo, 54 anni, Daniele Carta, 26 anni, Andrea Grimaudo, 42 anni, Giuseppe Carta, 55 anni, e Camillo ‘Melò Carta, 28 anni. Ai domiciliari invece Arturo Spataro, 23 anni.
Tra gli indagati c’era anche Placido Barrile ucciso al Cep ad inizio maggio
Tra gli indagati c’era coinvolto anche Placido Barrile il 34enne ucciso lo scorso 9 maggio al Cep con dei colpi di pistola sparati alla testa el al viso mentre si trovava dentro una Smart parcheggiata in via Paladini.
I furti ai bancomat di Palermo e provincia
Secondo le indagini della squadra mobile e dei carabinieri la banda avrebbe messo a segno almeno dieci colpi ai bancomat con l’esplosivo nel 2023: all’ufficio postale in via Pergusa, all’agenzia della Banca Sella in via Castellana, alla filiale della banca di credito cooperativo di Altofonte e Caccamo in viale Regione Siciliana, all’ufficio postale di Carini in via Nazionale, all’ufficio postale in piazza Russia, all’agenzia della banca Bper in via San Giovanni Di Dio, all’agenzia banca Bper in via Papa Sergio, all’ufficio postale in corso Calatafimi.
Secondo quanto accertato, la consorteria criminale operava con una precisa divisione dei compiti e disponeva di basi logistiche e mezzi condivisi. Le indagini, svolte attraverso attività tecniche e tradizionali, hanno individuato nel 26enne Daniele Carta il presunto promotore e organizzatore del gruppo, con compiti decisionali su obiettivi, modalità operative e gestione dei proventi. Il padre 55enne, Giuseppe, avrebbe invece svolto il ruolo di raccordo e reclutamento, mentre gli altri componenti costituivano il nucleo esecutivo dedicato a furti, rapine e azioni contro sportelli bancomat con l’uso di ordigni esplosivi.
Barrile, possibili nuovi scenari sul delitto al Cep
Barrile era dentro la banda guidata da Daniele Carta e avrebbe avuto un ruolo operativo. Era stato intercettato mentre durante un colpo avvisava gli amici di alcune auto sospette e parlava di “dare la parte” agli altri complici. Il 34enne, però, voleva uscire dalla banda: in una delle intercettazioni diceva a Castrofilippo: “Ora ci prendiamo tutti i giraviti, i guanti, le scarpe, i walkie-talkie e ci mettiamo per i conti nostri perché mi sono rotto la minchia parola d’onore.
Adesso i carabinieri stanno cercando di capire se il delitto di Barrile, avvenuto con modalità mafiose, sia legato a delle dinamiche interne della banda.
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