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Comuni debitori in Sicilia, continua il pugno duro: tagli ai trasferimenti regionali

Comuni debitori in Sicilia, continua il pugno duro: tagli ai trasferimenti regionali
Palazzo Reale Orleans, sede della Regione Siciliana

Con il decreto dell’assessorato agli Enti locali è stata mantenuta anche per quest’anno la possibilità di ridurre fino al 2,5% i trasferimenti ordinari destinati agli enti locali

La Regione Siciliana conferma la linea dura nei confronti dei Comuni che hanno debiti nei confronti dell’amministrazione regionale. Con il decreto dell’assessorato agli Enti locali è stata mantenuta anche per quest’anno la possibilità di ridurre fino al 2,5% i trasferimenti ordinari destinati agli enti locali, una misura che punta a recuperare le somme dovute senza introdurre nuovi oneri per il bilancio regionale. Il provvedimento riguarda i trasferimenti correnti destinati ai Comuni siciliani per il 2026, stanziati dalla Regione con una dotazione complessiva di 365 milioni di euro. La decisione conferma quanto già applicato nel 2025, mantenendo invariata la soglia massima della riduzione al 2,5% delle somme spettanti agli enti locali nell’ambito del riparto provvisorio dei contributi regionali.

Obiettivo duplice

Da una parte consentire alla Regione di recuperare i crediti vantati nei confronti dei Comuni che non hanno adempiuto ai propri obblighi finanziari; dall’altra salvaguardare il sistema dei trasferimenti ordinari, evitando interventi più incisivi che potrebbero compromettere il funzionamento degli enti locali. Il decreto richiama, infatti, una serie di norme regionali che disciplinano il recupero delle somme dovute e la gestione delle risorse pubbliche, prevedendo che le trattenute vengano effettuate nel rispetto dei limiti fissati dalla legislazione vigente. La riduzione non riguarderà indistintamente tutti i Comuni. Sarà applicata nei confronti degli enti che risultano debitori verso la Regione e servirà a recuperare crediti maturati negli anni per diverse cause, comprese anticipazioni finanziarie, somme non restituite e altre obbligazioni previste dalle leggi regionali.

Altre trattenute

Restano inoltre ferme ulteriori trattenute previste da specifiche disposizioni normative, come quelle relative ai contributi per il personale a tempo determinato o stabilizzato, ai piani di riequilibrio finanziario, ai debiti con i consorzi e alle sanzioni collegate all’eventuale mancata presentazione della relazione annuale del sindaco sullo stato di attuazione del programma amministrativo. Dal punto di vista operativo, il recupero delle somme avverrà attraverso una trattenuta sulla quarta trimestralità dei trasferimenti regionali spettanti ai Comuni nel corso del 2026. In questo modo la Regione potrà compensare automaticamente i crediti senza dover ricorrere ad altre procedure amministrative o giudiziarie, accelerando i tempi di riscossione e garantendo una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.

Il decreto sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione Siciliana e successivamente sulla gazzetta ufficiale della Regione. Da quel momento entrerà pienamente nel percorso amministrativo che porterà all’erogazione delle risorse ai Comuni per il 2026, con l’applicazione delle eventuali riduzioni previste nei confronti degli enti che non avranno ancora sanato la propria posizione debitoria.

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