PALERMO – Da quattro treni all’ora nei due sensi di marcia, a dieci all’ora per ognuna delle due direzioni, una migliore accessibilità alla città di Palermo e all’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Punta Raisi e una generale riduzione dei tempi di percorrenza sull’asse Palermo-Messina. Sono le promesse che Rete ferroviaria italiana ha fatto ormai quasi 15 anni fa per l’intervento di raddoppio della tratta Fiumetorto-Castelbuono, lunga 32 chilometri.
Divisa in due lotti, l’opera, dopo essere stata progettata, è stata affidata a un gruppo di imprese guidato da Toto Costruzioni Generali. Tuttavia, a oggi il traguardo non sembra ancora essere dietro l’angolo per via dei ritardi nel secondo lotto Cefalù-Ogliastrillo-Castelbuono. Nei giorni scorsi, a portare il tema all’attenzione della Camera è stato il deputato nazionale e segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo. Barbagallo ha depositato un’interrogazione rivolta al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Cantieri Cefalù-Castelbuono: le criticità denunciate dal Pd
“L’intervento costituisce un’opera strategica di rilievo nazionale per il potenziamento dell’asse ferroviario siciliano e per l’ammodernamento della direttrice tirrenica dell’isola”, ha sottolineato il parlamentare, ricordando che l’avvio dei lavori risale al mese di dicembre del 2014. All’epoca la conclusione era stata stimata per l’estate del 2020. Tuttavia, tutto è slittato.
“L’esecuzione dell’opera risulta da anni penalizzata da rilevanti criticità tecniche, procedurali e autorizzative – si legge nel testo presentato a Montecitorio – che hanno determinato gravi rallentamenti, ripetute sospensioni e continue proroghe dei termini contrattuali. A oggi, trascorsi oltre quattromila giorni dall’avvio dei lavori, una durata superiore al doppio del tempo inizialmente previsto, Rfi non ha ancora comunicato l’effettivo stato di avanzamento del cantiere rispetto all’importo contrattuale aggiornato, configurando il rischio concreto di un imminente blocco totale delle attività”.
Stando alle informazioni raccolte da Barbagallo e riportate nell’interrogazioni, “ulteriori e stringenti criticità riguardano la carente disponibilità dei siti destinati al deposito delle terre e rocce da scavo provenienti dalla galleria Cefalù, circostanza che sta impattando negativamente sulla prosecuzione dello scavo”. Ciò avrebbe comportato il differimento della conclusione delle opere al 2 agosto 2027.
“L’eccezionale protrarsi dei cantieri, l’anomalo andamento dell’appalto, le modifiche progettuali e i rincari straordinari dei materiali post-pandemia hanno generato una situazione economica di estrema gravità, sfociata nell’iscrizione di ingenti riserve e in complessi contenziosi tra le parti, i cui tempi di definizione risultano incompatibili con le urgenze dell’opera”, si legge.
Raddoppio ferroviario Palermo-Messina: oltre un miliardo di euro per l’opera
Il raddoppio ferroviario sulla costa tirrenica vale oltre un miliardo di euro. “Il persistere di tale stallo rischia di compromettere l’efficace utilizzo delle ingenti risorse pubbliche stanziate, danneggiando i cittadini e il tessuto economico siciliano”, scrive il deputato dem, chiedendo a Salvini se è a conoscenza dell’andamento del cantiere e, di conseguenza, quali azioni intenda intraprendere “al fine di superare tempestivamente le criticità gestionali e procedurali denunciate”.
Il Quotidiano di Sicilia ha provato a contattare Rfi per una replica, ma dalla società è stato fatto sapere che, in occasione di interrogazioni parlamentari, le risposte verranno date nelle sedi istituzionali e non a mezzo stampa. Dal sito di Rfi risulta che, dopo l’attivazione del primo lotto, i lavori proseguono sul secondo. “Raddoppio di circa 13 chilometri, che si sviluppa interamente in variante di tracciato, ed è costituito principalmente da due tratti in galleria, la Galleria Cefalù (doppia canna, realizzata mediante Tbm) e la Galleria Sant’Ambrogio (singola canna, realizzata con scavo tradizionale) e prevede inoltre la realizzazione della nuova fermata di Cefalù interamente in sotterraneo oltre che la stazione di Castelbuono”.
Lo stato dei lavori sulla galleria Cefalù
Al 30 gennaio – ultimo aggiornamento disponibile – la Tbm, la cosiddetta talpa meccanica, aveva completato lo scavo della canna dispari della galleria Cefalù. Il mezzo, utilizzato per scavare tunnel nelle parti rocciose, avanzava alla velocità media di dieci metri al giorno. “Sono in corso le operazioni di smontaggio-rimontaggio Tbm per il successivo riavvio dello scavo meccanizzato della canna pari. Si prevede di riavviare lo scavo il terzo trimestre 2026”, il messaggio riportato sul sito. Sullo stesso, viene indicata come data di attivazione della tratta il 2028.

