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Etna, rallenta l’attività eruttiva: le colate si fermano, resta sotto osservazione la Valle del Bove

Etna, rallenta l’attività eruttiva: le colate si fermano, resta sotto osservazione la Valle del Bove
Etna in eruzione, 11 agosto 2026. Foto di Marco Cavallaro

Dopo i giorni caratterizzati da una intensa attività eruttiva, il quadro del vulcano mostra una generale attenuazione dei fenomeni effusivi

L’Etna rallenta ma continua a essere monitorato dagli esperti. Dopo i giorni caratterizzati da una intensa attività eruttiva, il quadro del vulcano mostra una generale attenuazione dei fenomeni effusivi, con alcuni fronti lavici che hanno arrestato la propria avanzata e altri ancora sotto osservazione.

Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Etneo dell’INGV hanno evidenziato un’evoluzione della situazione soprattutto nell’area della Valle del Bove, dove si sono sviluppate le principali colate dell’attuale fase eruttiva.

La colata è ferma

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che sulla base delle osservazioni e dei rilievi termici effettuati questa mattina dal personale dell’INGV-OE, la colata emessa dalla bocca apertasi a circa 3100 m., nella parte alta della Valle del Bove, (vedi comunicato del del 18/08/2026), ha percorso circa 500 m ed è ferma.

La nota dell’INGV

Il flusso lavico alimentato dalla bocca a quota 1900 m, rispetto a ieri, si è mosso di alcune decine di metri raggiungendo quota 1315 m circa e attualmente risulta fermo ed in raffreddamento. Si è formato un altro flusso lavico in sovrapposizione, il cui fronte attivo si attesta ad una quota di 1550 m circa nei pressi di Rocca Musarra (Valle del Bove). Durante il sopralluogo inoltre non è stata osservata attività esplosiva al Cratere Voragine ma soltanto sporadiche emissione di cenere diluita che si disperdeva in zona sommitale.

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto un valore massimo intorno alle 03:00 UTC di oggi ha mostrato deboli oscillazioni all’interno del livello medio-alto; a partire dalle ore 13:50 UTC circa il tremore mostra una chiara tendenza al decremento attestandosi attualmente nell’intervallo dei valori medi. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del Cratere di Nord-Est, ad una quota di circa 1500-3000 m sopra il livello del mare. L’attività infrasonica si attesta su un livello alto, con eventi generalmente di ampiezza medio-alta, localizzati nell’area del del Cratere di Nord-Est.

Dal punto di vista delle deformazioni del suolo, la rete GNSS non mostra attualmente variazioni significative. A partire dalle 03:30 UTC circa, la stazione clinometrica di Cratere del Piano mostra un trend compatibile con una leggera fase di inflazione, cumulando una variazione inferiore a 0.5 microradianti.

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