La colata di lava emessa dalla bocca apertasi a circa 3100 metri di quota nella parte alta della Valle del Bove – secondo l’ultimo bollettino dell’Ingv – dopo aver percorso 500 metri, risultava ferma. Allo stesso tempo, la colata alimentata dalla bocca a 1900 metri aveva raggiunto quota 1315 metri ed era anch’essa ferma e in fase di raffreddamento. La Forestale ha effettuato – ieri sera, a colate ferme – un nuovo sopralluogo sull’Etna e diffuso un video.
Sopralluogo Etna, la situazione alla Valle del Bove
“Un ulteriore flusso lavico si era sovrapposto ai precedenti, raggiungendo con il suo fronte attivo una quota di circa 1550 metri nei pressi di Rocca Musarra, sempre all’interno della Valle del Bove. Per quanto riguarda l’attività sommitale, non venivano registrate esplosioni al Cratere Voragine ma soltanto isolate emissioni di cenere diluita“, si legge nell’ultimo aggiornamento.
“Dal punto di vista sismico e strumentale, il tremore vulcanico mostrava una tendenza al decremento con sorgenti localizzate nella zona del Cratere di Nord-Est tra i 1500 e i 3000 metri di quota, mentre la stazione di Cratere del Piano segnalava una lieve fase di inflazione del suolo”, conclude la nota della Forestale post-sopralluogo.
Visto il cambiamento di scenario, è stata riaperta alle auto la strada Mareneve. Il comandante del Corpo Forestale Luca Ferlito conferma che è stata emessa un’ordinanza per permettere la fruizione della strada in sicurezza. “Ci aspettiamo che la gente venga a fruire di questa bellezza nella maniera più ordinata possibile”, ha commentato.
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