MESSINA – Tra due anni e mezzo il primo volo. Partirà dall’aeroporto intercontinentale del Mediterraneo che dovrebbe sorgere tra Milazzo, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto. Questa almeno è la speranza di Fabio Bertolotti, imprenditore di origini messinesi che ha fatto fortuna all’estero, ceo della Sciara Holding Ltd & Partners, società fondata nel 2021 che si è occupata del progetto.
Aeroporto nella Valle del Mela, il progetto riparte
È stata depositata intanto tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria all’avvio formale dell’iter istruttorio del Project Financing per la nuova infrastruttura della Valle del Mela. “Lavoriamo – ha detto Bertolotti – alla stesura del progetto da oltre un anno e mezzo e già abbiamo presentato il piano fattibilità, la relazione ambientale, il progetto sull’ubicazione aeroporto, il piano delle rotte e un’altra serie di documenti che ora il Mit dovrà valutare. Poi passeranno altri nove mesi per altri iter burocratici che comprendono autorizzazioni come quella dell’Enac, Enav e della Regione siciliana. Infine ci sarà il bando al quale parteciperemo noi e tutte le società che lo vorranno. Il modello individuato è quello del Project financing, con diritto di prelazione a favore dei proponenti. Entro due anni da quel momento potremmo essere pronti”.
Un progetto che secondo Bertolotti non può non avere successo “Il nostro aeroporto – ha spiegato – non entra in conflitto con quelli di Palermo, Catania o Reggio Calabria perché si rivolge ad altri tipologie di passeggeri che dovrebbero provenire dalle Americhe, dall’Asia, dall’India, con voli intercontinentali e avrebbero un alto potenziale turistico. Inoltre essendo l’unico di tipo di struttura Cargo attirerebbe l’attenzione di tutti quei paesi come la Cina che stanno investendo nell’acquisto di flotte di aerei per spostare le merci in modo veloce”.
Il progetto prevede oltre quattromila metri quadrati di pista con infrastrutture, un outlet con negozi e ristoranti, un albergo, una clinica medica, una veterinaria. L’investimento stimato ammonta ad almeno 1,2 miliardi di euro per l’infrastruttura aeroportuale, cui si aggiungono circa 450 milioni di euro per la realizzazione di un impianto fotovoltaico dedicato.
“Il progetto – ha dichiarato Bertolotti – si inserisce in una prospettiva di sviluppo infrastrutturale e produttivo del territorio e non prevede alcun impiego di risorse pubbliche, né comporta costi diretti o indiretti per la collettività. Per poter ‘partire’, dunque, siamo solo ed esclusivamente in attesa che il Mit inserisca il progetto nel Pna”.
Su questa idea il ceo della Sciara Holding Ltd & Partners lavora da circa due anni e nel 2024 la presentò durante i lavori di una Commissione consiliare dedicata al Ponte. Un opera, si disse in quel contesto, che darebbe uno slancio straordinario all’economia del territorio messinese e che insieme al Ponte sullo Stretto, una scuola di volo, un eliporto e altri interventi connessi potrebbe rappresentare la svolta per la Sicilia e il Meridione.
Dai consiglieri la presentazione fu accolta con un certo scetticismo anche perché di aeroporti da realizzare nel messinese se n’era già parlato. L’ultima volta è stato quando il manager indiano Mahesh Panchavaktra nel 2017 venne in Sicilia per incontrare il presidente della Regione, allora era Rosario Crocetta, e confermare la disponibilità – manifestata già nel 2015 – a investire un miliardo di euro in cinque anni, prima che l’Enac bloccasse tutto, sempre per la troppa vicinanza agli altri aeroporti.
Questa volta l’Ente nazionale per l’aviazione civile pare abbia dato il suo benestare, perché si tratta di un aeroporto intercontinentale e si occuperebbe soprattutto di traffico mercantile. Durante la sua permanenza in Sicilia oltre all’aeroporto del Mela l’imprenditore indiano si era anche offerto di realizzare la palestra dell’Istituto “Bisazza” di Messina e ha fatto tappa ad Agrigento, dove, accompagnato dalla vicepresidente dell’Ars, Mariella Lo Bello, e dalla commissaria dell’Irsap, Maria Grazia Brandara, aveva immaginato anche investimenti sul solare. La genesi del sogno, per la zona industriale della Valle del Mela, di avere un aeroporto, è ancora più lontana nel tempo, risale al 2010 quando si sente la necessità di avviare un dibattito sul tema.
Il Comitato per l’aeroporto di Messina
È nato così il “Comitato per l’aeroporto di Messina e provincia” con presidente il docente universitario Angelo Sindoni. Composto da liberi cittadini, il gruppo aveva programmato di promuovere momenti di studio, progetti tecnici e imprenditoriali, monitoraggio dei consensi da parte dei Comuni coinvolti con l’avvio di una raccolta di firme per rendere concreta, in tempi brevi, la possibilità di realizzare l’infrastruttura.
Per il Comitato la congiuntura era favorevole, l’aeroporto se non si fa ora – si diceva – non si farà mai più. Il Comitato si voleva adoperare affinché quella non fosse una delle ennesime occasioni mancate per la città e la provincia, per colmare il gap infrastrutturale dei trasporti dell’isola e del Mezzogiorno. Ma quel gap ancora c’è.

