Aveva preso un treno che da Lecce l’ha portata a una ventina chilometri dalla città per fare una sorpresa al suo fidanzato. Nella foga di incontrarlo, e stare in compagnia anche di un gruppo di amici, ha attraversato i binari non accorgendosi che un treno stava sopraggiungendo ad alta velocità. Così una 17enne, Benedetta Daniele, è morta dopo essere stata travolta dal convoglio nei pressi della stazione di Squinzano. I soccorsi giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Secondo quanto emerso finora, la giovane al momento dell’impatto si trovava al telefono. La circostanza è stata confermata anche dal padre che ha affermato: “È quello che ci è stato detto, ci hanno detto che parlava al cellulare mentre attraversava e si è distratta. Questo non si fa. Ma i ragazzi sono così, sempre al cellulare”.
Una giovane vita spezzata
“Era una conoscenza recente e sicuramente lo voleva raggiungere, o forse era carta di trovarlo lì ad aspettarla”, racconta in riferimento al fidanzato della vittima, una sua amica d’infanzia. La ragazza, da poco maggiorenne, racconta anche dei sogni che Benedetta aveva e che, a causa dell’incidente che ne ha provocato la morte, non potranno più realizzarsi. “Andavamo a scuola insieme sin dall’asilo, poi quando abbiamo scelto il liceo ci siamo divise. Lei ha optato per il Siciliani, che aveva lasciato da poco per poter frequentare la scuola per diventare estetista“, afferma. Sogno, quello di lavorare nel mondo dell’estetica, che Benedetta non potrà mai realizzare.
Il cellulare
Secondo quanto emerso finora, Benedetta è stata travolta dal convoglio mentre si trovava al cellulare. A raccontarlo agli agenti della Polfer intervenuti dopo l’incidente, insieme ai carabinieri di Squinzano, sono stati i pochi testimoni che, in quel momento, si trovavano in stazione e hanno assistito alla tragedia. Circostanza, quella del telefonino, confermata anche dal padre della vittima: “È quello che ci è stato detto, ci hanno detto che parlava al cellulare mentre attraversava e si è distratta. Questo non si fa. Ma i ragazzi sono così, sempre al cellulare”, afferma distrutto dal dolore.

