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Cinque operai morirono allo stadio della Favorita, 37 anni dopo l’allarme: “A Palermo è ancora emergenza”

Cinque operai morirono allo stadio della Favorita, 37 anni dopo l’allarme: “A Palermo è ancora emergenza”
Un momento della ricorrenza negli anni precedenti. Foto Cgil

Il 30 agosto alle 9.30 si terrà una cerimonia di fronte alla lapide che ricorda le vittime al Renzo Barbera. I sindacati: “I dati sui decessi a fine maggio 2026 sono in aumento”

Sono passati 37 anni da quel maledetto 30 agosto quando il crollo di un traliccio che serviva per reggere la copertura della tribuna, spezzò la vita di cinque operai che stavano lavorando allo stadio della Favorita durante le opere di ristrutturazione in vista dei Mondiali di calcio di Italia ’90 che si sarebbero svolti l’anno successivo.

Palermo non dimentica. E domenica, 30 agosto alle 9.30, le cinque vittime saranno ricordate con una cerimonia allo stadio che dal 2002 porta il nome di Renzo Barbera. A omaggiare Antonino Cusimano, Serafino Tusa, Giovanni Carollo, Giuseppe Rosone e Gaetano Palmeri ci saranno i sindacati della Fillea e Cgil, il Palermo calcio, i familiari delle vittime e la relativa associazione, nonché una rappresentanza dell’amministrazione comunale.

Trentasette anni fa oltre a cinque vite spezzate, l’incidente rischiò di far perdere i Mondiali al capoluogo siciliano che riuscì comunque a ospitare tre partite della kermesse iridata, ma aprì un tragico capitolo quello della sicurezza sul lavoro.

Tema che nonostante tutti questi anni rimane caldo a Palermo, in Sicilia e, in generale tutta Italia. Ma proprio nel capoluogo siciliano in questo 2026 si sono registrati 13 incidenti mortali sul posto di lavoro. Tra gli episodi più gravi ricordiamo quello del 10 aprile scorso, quando in via Filippo Marturano, Daniluc Tiberi Mihai e Najahi Jaleleddine, persero la vita in seguito al cedimento del braccio della gru durante le opere di ristrutturazione di un palazzo.

Ceraulo e Piastra: “Dato di quest’anno è già pari a tutto il 2023 e 2024”

Palermo Piero Ceraulo e Francesco Piastra, rispettivamente segretario di Fillea Cgil Palermo e Cgil Palermo, parlano di quella che viene definita “Un’emergenza sottovalutata”.

E sottolineano: “Partendo dal ricordo doloroso e dalla memoria dei cinque operai morti per il crollo allo stadio, il 30 agosto rilanceremo un tema drammatico di estrema attualità: quello della sicurezza sul lavoro. Malgrado siano trascorsi 37 anni da quell’evento tragico, la sicurezza sul lavoro continua a mantenere una caratteristica di emergenza e pericolosità. Anche quest’anno il dato è cresciuto: a fine maggio 2026 abbiamo già superato i 13 casi di incidente con esito mortale in provincia di Palermo, pari al dato dei 13.14 morti di tutto il 2023 e il 2024. E malgrado il trend negativo, le istituzioni continuano a non dare adeguati segnali”.

“Chiesto un tavolo in prefettura per affrontare il tema”

I due rappresentanti sindacali aggiungono inoltre di aver denunciato più volte al prefetto e allo Spresal (ossia il servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, un ufficio pubblico delle Aziende Sanitarie Locali italiane che tutela la salute e la sicurezza dei lavoratori), il mancato rispetto dell’ordinanza sul caldo.

Ceraulo e Piastra sottolineano: “A Palermo si continua a lavorare non solo nei piccoli cantieri ma anche nelle grandi opere come il ponte Corleone. I sindacati hanno chiesto anche un tavolo prefettizio per affrontare il tema degli infortuni e della sicurezza sul lavoro, partendo dagli indicatori tutti in aumento forniti dall’Inail, che dimostrano che in Sicilia continuano a crescere in modo esponenziale gli infortuni, i morti sul lavoro e le malattie professionali. Un tavolo anche per creare un coordinamento di tutti gli enti sul tema degli infortuni, previsto dall’articolo 7 del decreto legislativo 81”.

“Sicilia ultima regione in Italia per prevenzione”

I due concludono parlando di prevenzione e preannunciando anche di organizzare presidi per chiedere di essere ascoltati: “Anche per la prevenzione, di fatto, la Sicilia continua a restare l’ultima regione d’Italia. Abbiamo sollecitato anche la Regione. Al di là delle reazioni emotive, in risposta a ogni tagico avvenimento, non è stata convocata nessuna riunione per prendere in considerazione le nostre proposte. Se dovesse continuare l’assenza di risposte da parte delle istituzioni, metteremo in piedi presidi davanti alle grandi opere”.

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