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Street food, business siciliano: boom di imprese in 10 anni

Street food, business siciliano: boom di imprese in 10 anni

Per Unioncamere-Infocamere le attività isolane sono cresciute del 155,7% tra 2016 e 2026: è il dato più alto d’Italia. Palermo e Catania in top 5 nella classifica nazionale dei Comuni dove si è segnalato l’aumento più massiccio

PALERMO – “Sicilia” fa sempre più rima con “street food”, almeno da 10 anni a questa parte. Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2026, nella nostra Isola le attività operanti nel settore del cibo da strada e regolarmente presenti nel Registro delle imprese sono più che raddoppiate, passando da 201 a 514, con una variazione assoluta di 313 imprese in più distribuite sul territorio regionale e pari a una crescita percentuale del 155,7%. Si tratta del dato che emerge dall’analisi realizzata Unioncamere e Infocamere, che restituisce la fotografia di un settore in progressiva espansione, in particolare nel tessuto economico siciliano.

Secondo l’indagine, al 31 marzo 2026 i Comuni italiani con almeno un’impresa registrata che svolge un’attività riconducibile allo street food sono 1.975, contro i 1.258 del 2016. Nel giro di dieci anni, sottolineano Unioncamere e Infocamere, i Comuni che hanno visto nascere un’attività di questo tipo sono stati 717, con una crescita del “perimetro coperto” pari al 57%.

“Nello stesso periodo – sottolinea la relazione – il numero complessivo delle imprese è quasi raddoppiato, passando da 2.271 a 4.286 unità (+88,7%). Oggi più di un Comune italiano su quattro ospita almeno un’attività del comparto, mentre dieci anni fa il fenomeno riguardava poco più di uno su sei”. In questa evoluzione, un contributo fondamentale lo ha fornito il Mezzogiorno e, come detto, la Sicilia che in questo arco di tempo ha registrato la crescita più massiccia di attività legate alla vendita del cibo da strada.

Sicilia seconda regione per imprese di street food

Numeri alla mano, la Sicilia risulta essere attualmente la seconda regione d’Italia per numero di imprese attive nel settore, alle spalle della Lombardia che fa segnare 544 realtà imprenditoriali e una variaizone assoluta dal 2016 al 2026 di 256 imprese registrate (+88,9%).

Per quanto riguarda le province “leader” dello street food nel 2026, Milano e Roma si contendono i due primi posti a livello nazionale con 256 e 230 attività. Catania è la provincia siciliana più presente con 143 attività distribuite sul territorio che valgono la settima posizione in Italia. Al nono posto si posizionata invece la provincia di Palermo con 82 imprese operanti.

Palermo e Catania tra le città dello street food

Per quanto riguarda i singoli Comuni, Roma “soffia” il primato a Milano per il rotto della cuffia con 129 attività di street food rispetto alle 128 del capoluogo meneghino. In questa classifica Palermo risale diverse posizioni collocandosi al quarto posto in Italia con 48 imprese e vince il “derby” con Catania che si ferma a 36 attività.

E ancora, le città di Palermo e Catania fanno registrare rispettivamente la terza e la quarta migliore crescita a livello nazionale per quanto riguarda le aziende. Sotto monte Pellegrino dal 2016 al 2026 le imprese sono aumentate di 34 unità rispetto. Ai piedi dell’Etna la crescita è stata trainata grazie la nascita di 30 nuove imprese.

Street food in crescita anche nei Comuni siciliani

Ma non finisce qui, perché nella classifica dei Comuni con la crescita più elevata figurano anche altre località siciliane. È il caso di Marsala, in provincia di Trapani, che dalle sole 3 imprese attive nel 2016 è passata alle 16 registrate nel 2026, occupando così la settima posizione. Numeri positivi anche per Siracusa, nona, che ha visto crescere le proprie attività da 4 a 17.

Non è da meno Vittoria, in provincia di Ragusa, dove le 4 attività del 2016 si sono moltiplicate nelle attuali 15. Per la Sicilia troviamo poi Caltagirone, in provincia di Catania, dove le imprese sono cresciute da 3 a 11. A seguire anche il Comune di Adrano, sempre nel Catanese, dove il business dello street food si è tradotto in un incremento decennale da 2 a 10 attività. Il settore è cresciuto anche a Messina, con un aumento da 2 a 10 attività.

La tendenza isolana conferma l’andamento rilevato da Unioncamere e Infocamere, che parla di un modello territoriale non più legato esclusivamente alle grandi città, ma allargatosi nell’ultimo decennio anche ai centri dell’entroterra.