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Da Agrigento a Palermo, la partita delle alleanze in vista delle elezioni regionali si gioca nei Comuni

Da Agrigento a Palermo, la partita delle alleanze in vista delle elezioni regionali si gioca nei Comuni

Nella Città dei Templi scintille in casa Controcorrente, con il sindaco Sodano che replica a La Vardera: “Da noi nessun sotterfugio”. Strappi anche nel capoluogo siciliano. Caronia (Nm): “Siamo nel centrodestra, ma non con Lagalla”

Sala d’Ercole è stata disdetta, e secondo il deputato regionale Mario Giambona, vice capogruppo del Partito democratico all’Ars, senza una giustificata motivazione. “Più che Sala d’Ercole ormai dovremmo parlare di Ferie d’Ercole”, afferma sarcastico Giambona sostenendo che “dopo un mese di pausa, il Parlamento siciliano torna a essere ostaggio di assenze, rinvii e di un immobilismo che non ha precedenti”. Le commissioni hanno iniziato a lavorare sulle variazioni di bilancio, ma per Sala d’Ercole non c’è intesa su un calendario utile prima che la manovrina approdi in Aula.

Giambona: “Atto politicamente e istituzionalmente grave”

La ricostruzione dei fatti di Mario Giambona è semplice e disarmante: “Nel pomeriggio di ieri la Conferenza dei capigruppo aveva stabilito che oggi l’Aula avrebbe dovuto affrontare gli argomenti della rubrica Infrastrutture e Mobilità. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a un rinvio motivato da una generica impossibilità, senza che siano state fornite spiegazioni adeguate. È un fatto politicamente e istituzionalmente grave, soprattutto perché arriva dopo settimane di sostanziale inattività”. Il deputato dem ha poi sottolineato quanto è ormai lontano l’ultimo disegno di legge approvato dall’Ars e, con ulteriore sarcasmo, che “persino il primo disegno di legge destinato a essere discusso, che riguarda i cimiteri monumentali, credo che sia più che evocativo circa lo stato di immobilismo della maggioranza Schifani”.

Il caso Riposto

Saltata quindi l’attività ispettiva in programma, sessione durante la quale l’assessore Aricò aveva promesso il giorno precedente una risposta alla perentoria richiesta di chiarimenti avanzata già a fine luglio dal deputato di Mpa Santo Primavera. La vicenda per cui Primavera chiede immediate delucidazioni riguarda i lavori in somma urgenza finanziati ai comuni colpiti dal ciclone Harry, sulla costa ionica. In particolare quello di Riposto, comune Etneo che avrebbe ricevuto risorse cospicue, “anche in rapporto alle somme trasferite per i comuni vicini” secondo Santo Primavera. Poco meno degli 1,8 milioni di euro richiesti, a fronte dei quali non sarebbero ancora state risolte le criticità lasciate dall’uragano. “Mi riferisco soprattutto a un’arteria importante che è il lungomare Pantano”, ha detto in Aula martedì pomeriggio Primavera.

La risposta dell’assessore regionale Aricò non c’è stata perché, come descritto da Giambona, è saltata l’attività ispettiva per la rubrica Infrastrutture e Mobilità. Ma la risposta, cercando Davide Vasta, è arrivata direttamente dal primo cittadino di Riposto, già deputato regionale e sempre con la tessera del partito di Cateno De Luca, Sud chiama Nord: “La richiesta di audizione del deputato regionale Santo Primavera sul lungomare Pantano denota, purtroppo, una scarsa conoscenza della macchina amministrativa comunale, cosa che sorprende ancora di più considerando che Primavera è anche consigliere comunale”. Caustico nel rispondere al deputato Mpa, Davide Vasta mette poi in fila una serie di specifiche come il lungomare interamente su territorio comunale, l’indirizzo di investimento per la somma urgenza che “non può essere utilizzata per interventi che possono essere realizzati con una normale procedura di gara”, che la giunta ha già approvato “il progetto esecutivo per il ripristino dei marciapiedi e della pista ciclabile e per una messa in sicurezza temporanea”. Infine il sindaco di Risposto pone l’attenzione su un aspetto di fatto oggetto di preoccupazione anche per il deputato regionale interrogante: “Il rischio attuale è legato alle future mareggiate”.

La Vardera a Crosta: “Sei fuori dal partito”

Passando da Sud chiama Nord all’ascesa fulminea dell’ex Sud chiama Nord Ismaele La Vardera, ad Agrigento il suo Controcorrente si è trovato a dover affrontare il primo problema di trasparenza e correttezza nella sua prima giunta comunale. Nella Città dei Templi, in cui sindaco e vice sindaco erano iscritti alla capofila di campo largo Controcorrente, il numero due della Giunta è stato silurato dal leader La Vardera ancora prima di completare un’istruttoria sul caso di abusivismo e conflitto di interessi segnalato da Giuseppe Di Rosa. “Ah, vice sindaco Crosta: hai dimostrato di non essere per nulla controcorrente. Per quanto mi riguarda, sei fuori dal partito”. Così il deputato regionale, che in un lungo video in cui ha smentito Sodano sull’aver appreso solo da organi di stampa della richiesta di dimissioni del vice sindaco che il leader di Controcorrente aveva posto sul tavolo di Agrigento. Crosta, secondo La Vardera, non avrebbe detto la verità sul caso della proprietà ereditata e avrebbe opposto un rifiuto sulla comunicazione abbandonando poi la riunione. Tanto basta a La Vardera per espellere il vice sindaco e diffidare il primo cittadino con un “caro Michele, torna in te”.

Sodano: “Amministrazione comunale ha avviato controlli sul caso Crosta”

Sulla faccenda Sodano è poi intervenuto sui social, scrivendo: “A seguito dei recenti fatti che stanno interessando la cronaca locale, voglio sottolineare che l’Amministrazione ha già avviato i dovuti controlli sulla presunta attività edilizia recente posta in essere sull’immobile di cui il vice sindaco è comproprietario, provvedendo a revocare la delega relativa alla Polizia municipale, revoca di cui lo stesso ha condiviso l’opportunità. La delega alla Polizia municipale è stata assegnata all’assessore dott. Dario Cipolla, fino ai successivi sviluppi. Linearità e trasparenza contraddistinguono questa Amministrazione, senza fraintendimenti o sotterfugi, con il rigore che ogni vicenda richiede”.

I comuni sono quindi il terreno di scontro ideale per i partiti che da una parte mantengono rapporti e talvolta alleanze regionali e dall’altra si sferrano colpi sui territori in vista proprio delle elezioni regionali. Il terreno di scontro più grande e sensibile, il Madison Square Garden delle amministrative siciliane è Palermo, dove secondo Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati e già giovane vice sindaco del capoluogo al tempo della giunta Cammarata, ci sarebbe una “maggioranza arlecchino guidata dal sindaco Lagalla” che il partito guidato in Sicilia da Saverio Romano non intende appoggiare per un secondo mandato.

Caronia puntualizza però che la posizione del partito non è fuori coalizione: “Sosteniamo e staremo sempre con il centrodestra quando governa bene, quando rifiuta logiche di inciucio, ma soprattutto quando è capace di dare risposte concrete ai troppi problemi irrisolti della nostra città”. Secondo la deputata regionale, quella guidata dal sindaco civico di centrodestra, poi co-fondatore di Grande Sicilia insieme a Mpa di Raffaele Lombardo e all’ex forzista Gianfranco Micché, è “una coalizione ibrida in cui non si comprende più chi sia civico, chi provenga da sinistra e chi invece rappresenti un centrodestra ormai senz’anima”. Nel frattempo la Lega sferra un altro colpo con il deputato regionale Vincenzo Figuccia che chiede alla Regione il ritiro del Piano paesaggistico per Palermo e “la riapertura di un confronto vero con sindaci, imprese, agricoltori e professionisti”.

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