“Nel primo semestre 2026 abbiamo erogato nuovi finanziamenti per 1,1 mld, di cui 624 milioni alle imprese (+24% rispetto allo stesso periodo del 2025). Questi risultati testimoniano l’impegno concreto della Banca nel sostenere il tessuto imprenditoriale, accompagnando le aziende sia nelle fasi più complesse della loro attività sia nei momenti di crescita e sviluppo. In ambito agroalimentare questo impegno si traduce anche nel sostegno alle filiere produttive: in Sicilia abbiamo sottoscritto nove accordi di filiera, quattro dei quali dedicati al comparto oleario, coinvolgendo oltre 6.000 soci e conferitori.” Lo ha dichiarato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit, intervenendo a Palermo nel corso della manifestazione “Isola del Tesolio”, appuntamento dedicato al confronto sulle prospettive della filiera olivicola-olearia regionale e sulle sfide della prossima campagna produttiva.
Agroalimentare, Malandrino (UniCredit): “Più integrazione in filiera”
La filiera produttiva olivicola-olearia siciliana sta attraversando una fase particolarmente delicata che può essere superata con una “maggiore integrazione tra produzione, trasformazione e commercializzazione”. Lo sostiene il regional manager di Unicredit in Sicilia, Salvatore Malandrino, che oggi ha partecipato alla tavola rotonda ospitata nell’ambito della manifestazione “L’Isola del Tesolio” a Palermo. “Accanto alle attuali criticità, il comparto presenta importanti opportunità di crescita. Il tema delle rimanenze evidenzia la necessità di rafforzare l’organizzazione commerciale della filiera, favorire l’aggregazione e valorizzare i marchi territoriali. ha detto il Regional Manager. Una maggiore integrazione tra produzione, trasformazione e commercializzazione può migliorare la programmazione dell’offerta, ampliare l’accesso ai mercati e rispondere a una domanda sempre più orientata verso qualità e tracciabilità. Grazie alla capacità di adattamento che ha sempre contraddistinto il settore e a investimenti in innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione, la filiera olivicola siciliana può continuare a generare valore per l’economia dell’Isola”.
Dati di contesto emersi nel corso dell’incontro
Dall’incontro è emerso come la filiera produttiva olivicola-olearia siciliana sta attraversando una fase particolarmente delicata. Il 2025 è stato caratterizzato da una raccolta che ha consentito di recuperare volumi produttivi importanti; dall’altro, tale incremento dell’offerta non si è tradotto con la stessa intensità nelle vendite, determinando un accumulo di rimanenze lungo la filiera. Le giacenze presenti presso frantoi, cooperative e confezionatori stanno infatti esercitando una pressione significativa sul mercato, incidendo sulla dinamica dei prezzi e comprimendo la liquidità delle imprese che hanno già sostenuto i costi della campagna produttiva.
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