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Il processo a Galvagno resta a Palermo: “Fiducioso che in qualsiasi tribunale il giudizio sarà giusto”

Il processo a Galvagno resta a Palermo: “Fiducioso che in qualsiasi tribunale il giudizio sarà giusto”
Gaetano Galvagno, presidente Ars

Rigettata la richiesta dello spostamento del processo a Catania. Il procedimento per corruzione, peculato, truffa e falso riprenderà il 5 novembre

Rimane a Palermo il processo a carico del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e del suo ex autista, Roberto Marino. I reati contestati sono corruzione, peculato, truffa e falso.

Processo Galvagno, la decisione

La decisione è arrivata questa mattina da parte del presidente della terza sezione penale del tribunale del capoluogo Fabrizio La Cascia. Galvagno, presente in aula, è difeso dagli avvocati Ninni Reina, Antonia Lo Presti, e Vittorio Manes. L’ex autista, invece, è difeso dall’avvocato Salvatore Sansone.

Il presidente dell’Ars aveva chiesto di spostare il processo a Catania, perché lì sarebbe stato commesso il primo e più grave reato fra quelli contestati, il peculato per l’uso improprio dell’auto blu di servizio.

Prossima udienza il 5 novembre

Entrambi le difese hanno preannunciato che ci saranno delle eccezioni sull’utilizzabilità delle intercettazioni. Il processo è stato rinviato al prossimo 5 novembre.

Corruzione, Galvagno ed ex portavoce De Capitani verso un unico processo

Inoltre, potrebbero essere riuniti in un unico processo i due dibattimenti che vedono imputati il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno con il suo autista Roberto Marino e la sua ex portavoce Sabrina De Capitani, insieme con altre persone. Si deciderà nella prossima udienza, a novembre, davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo.

Dopo il rigetto dell’eccezione di incompetenza territoriale, che era stata avanzata dalla difesa di Galvagno e Marino, alla prossima udienza il tribunale potrebbe riunire in un unico processo anche il procedimento a carico non solo di Sabrina de Capitani di Vimercate, ma anche di Caterina Cannariato, detta Marcella; una dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana, Marianna Amato; e il manager della comunicazione Alessandro Alessi. Per loro, così come per Galvagno l’accusa è di corruzione.

I quattro avevano scelto il giudizio ordinario, affrontando l’udienza preliminare e venendo rinviati a giudizio mentre Galvagno aveva scelto il giudizio immediato. L’udienza per loro è fissata per il 2 novembre, sempre davanti al collegio presieduto da Fabrizio La Cascia, che con ogni probabilità rinvierà a tre giorni dopo per rimettere insieme i due fascicoli. Quindi è probabile che i due processi diventino un unico dibattimento.

Galvagno: “Fiducioso che in qualsiasi tribunale giudizio sarà giusto”

“Rispetto questa decisione del Tribunale avendo la consapevolezza di essere totalmente estraneo ai fatti che mi vengono contestati, ed avrò modo di dimostrarlo proprio durante questo processo. Con i miei avvocati siamo fiduciosi che in qualsiasi Tribunale, a Catania, Palermo o a Pavia, il giudizio sarà giusto e imparziale“. Lo ha detto all’AdnKronos il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, uscendo dal Tribunale di Palermo, dopo che il presidente della terza sezione del tribunale ha rigettato la richiesta della difesa di trasferire il processo da Palermo a Catania.

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