“Presidente dell’Assemblea, questa legislatura è finita”, tuona dal pulpito di Sala d’Ercole il presidente della Commissione antimafia Antonello Cracolici. La risposta ironica del presidente Galvagno non manca, nel consueto siparietto che si crea in Aula tra i due, ma il senso dell’affermazione del deputato del Partito Democratico arriva, seguito da altra grave affermazione: “Questa sarà la legislatura che rimarrà alla memoria per le mancette e per il pendolo”. Il riferimento è all’ormai celebre orologio a pendolo di Gaetano Armao, oltre che ai contributi a pioggia. Ancora più pesante forse il capogruppo dei Cinque stelle, Antonio De Luca: “Siccome siamo a fine legislatura, ed è ormai tempo dei bilanci, ci dobbiamo ricordare per cosa verrà ricordata questa legislatura. Certamente, assessore Dagnino ed assessori tutti, non vi ricorderà nessuno per le riforme che avete portato in parlamento né tantomeno per quelle che avete portato a casa perché non ce ne sono. Probabilmente vi ricorderanno di più come quelli delle mancette e quelli delle mazzette”.
Le “pietre miliari” dell’azione di governo
Di tono diverso, ma non per questo meno severo, l’intervento del deputato Pd Mario Giambona nel corso del quale sono state elencate alcune misure del governo Schifani in precedenti interventi legislativi a carattere finanziario ed i risultati riscossi. “Nella legge finanziaria, proprio da questo pulpito, io rappresentai a lei – ha detto Giambona in Aula rivolgendosi all’assessore Dagnino – come alcune norme che erano il caposaldo, che erano per così dire le pietre miliari della sua azione di governo non andavano bene e mi riferisco proprio ai primi due articoli: quello sugli incentivi delle assunzioni e quell’altro sugli investimenti iniziali. Potrei aggiungere anche quello del south working”.
Numeri del flop
I dati esposti all’Aula da Giambona evidenziano effetti impietosi: “Queste norme prevedevano per le assunzioni 150 milioni di euro. Sapete quante domande sono state presentate? Cinquecento. Sapete quanti milioni di euro sono stati impegnati? Quindici milioni di euro. Andiamo a quello per gli investimenti iniziali. La somma impegnata in bilancio è di 50 milioni di euro. Sa, assessore Dagnino, quante domande sono state presentate? Glielo dico io: tre domande sono state presentate, per un milione di euro. In sostanza, in quella manovra finanziaria, in quegli articoli che rappresentavano il punto politico della maggioranza di governo e dell’assessore Dagnino e di Forza Italia si certifica il fallimento totale. Solamente il 2% di quelle risorse sono state impegnate”.
L’unico intervento di maggioranza è un favorevole poco convinto
L’opposizione sente vivo l’odore della crisi di governo, traccia bilanci dell’azione di governo e delle sue dinamiche interne ad una maggioranza che non appare granché convinta del proprio operato. Molti deputati dell’opposizione intervenuti ieri in Aula hanno sottolineato che in favore della manovra finanziaria l’unico intervento da parte di maggioranza è stato quello del forzista Salvo Tomarchio, che non è stato particolarmente lusinghiero. “Condivido le parole – esordisce Tomarchio – dell’onorevole Cracolici, la legislatura è finita. La legislatura è finita nella misura in cui queste saranno le ultime variazioni di bilancio e quella che ci apprestiamo a votare sarà l’ultima legge finanziaria di questa legislatura a prescindere da quello che accadrà sul toto-data per le elezioni”. Il deputato di Forza Italia ha anche affermato, ringraziando il presidente Galvagno per il drastico intervento con lo stralcio sulla manovra, che “si navigava a vista”.
Saltate 52 norme su 126 ma la tensione resta alta
Lo stralcio di 52 norme sul totale di 126 ha sfoltito molto la quantità di lavoro per Sala d’Ercole, ma non è stato radicale ed il permanere di 74 articoli tra i quali anche l’ormai famoso Fit, Fondo per gli investimenti territoriali da 50 milioni di euro ad oggi chiamato ancora “mancette” dall’opposizione, non ha risolto le dichiarazioni di opposizione, ostruzionismo, probabile ricorso al voto segreto. La difesa del governo, alla fine degli interventi che ieri hanno chiuso la discussione generale, è rimasta in capo ad Alessandro Dagnino che ha ricordato come tra le 74 norme sopravvissute allo stralcio ce ne siano quaranta di iniziativa dell’opposizione. “Molti emendamenti aggiuntivi sono stati approvati dalla Commissione ed hanno contribuito notevolmente a far lievitare il volume degli articoli – dice Dagnino in replica del governo a chiusura discussione generale – quindi quando mi si viene a dire che gli articoli sono troppi io posso dire che ho contato più di quaranta articoli aggiuntivi rispetto al testo base, che sono stati introdotti per effetto dell’accoglimento, da parte della Commissione, di richieste delle opposizioni”.
Manovra correttiva e legge di stabilità per trincee a Sala d’Ercole
La manovra correttiva comunque non è più tale, ed il titolo dato in premessa alle “variazioni di bilancio” con l’evocativo “disposizioni per la coesione e la crescita” ne era già dichiarazione da parte del governo. Ma il volume delle norme e delle risorse impegnate ha fatto saltare il banco invece di accontentare tutti ed avviare pacificamente la maggioranza in direzione della legge di stabilità e degli ultimi mesi di legislatura a seguire. Snodo della guerriglia che da martedì mattina scaverà trincee a Sala d’Ercole restano le mancette salvate anche dallo stralcio “per appagare gli appetiti di alcuni deputati di maggioranza” diranno molti deputati di opposizione, ma che costituivano un capitale di 50 milioni di euro con cui la Regione avrebbe potuto affrontare immediatamente la crisi di molti comparti produttivi siciliani colpiti da caro vita, caro energia, riduzione dei consumi. Oppure procedere alle stabilizzazioni di lavoratori, aumentando le ore mensili, i salari. Il Fit sarà oggetto dello scontro più agguerrito all’Ars, che entro la fine del mese riceverà il testo della legge di stabilità in cui confluiranno i 52 articoli stralciati dalla “manovra correttiva” e forse anche parte di quelli rispediti al mittente a colpi di voto segreto.
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