A distanza di anni dall’addio ai colori rossazzurri, Davide Baiocco continua a rappresentare un monumento per il Catania e per tutta la città dell’Elefante. Quattro stagioni dal 2005 al 2009, fascia di capitano al braccio, 122 presenze e 2 gol il suo score con gli etnei, ma soprattutto qualità e garra in mezzo al campo che ne hanno fatto un autentico beniamino del “Massimino”.
Il suo posto nella storia, oltre alla storica promozione in Serie A del 28 maggio 2006, è certificato dalla presenza della sua immagine nel murales che circonda l’esterno dell’impianto di Piazza Spedini: segno di, come sottolineato in apertura, il suo ricordo resterà scolpito per l’eternità.
Baiocco al QdS.it: “La tipologia di calcio di Longo richiede tempo: il mister sta facendo bene, il Catania deve dominare”
Il QdS.it ha intervistato proprio l’ex centrocampista perugino, oggi allenatore della formazione U17 del Bastia in Umbria. Anche se a km di distanza, tuttavia, Baiocco continua a seguire le vicende della formazione guidata da Emilio Longo, mostrandosi fiducioso in vista del proseguo di campionato dei rossazzurri nonostante il passo falso di Cerignola:
“A mio parere, il lavoro fatto da Longo in poco tempo è stato ottimo. Il mister pratica un calcio totalmente diverso rispetto a quello dello scorso anno di Toscano. I rossazzurri devono ancora abituarsi totalmente all’interno di una tipologia di gioco dove si domina e si cerca sempre di aggredire e prendere alti gli avversari. Non è facile inculcare certi principi in poco tempo, ritengo che bisogna ancora avere un pizzico di pazienza e dare tempo. Il Catania deve vincere ma allo stesso tempo deve mettere sul campo un tipo di calcio dominante e riconoscibile. Il Potenza d’altro canto sta facendo benissimo, lo dicono i numeri anche se la sconfitta maturata al “Viviani” deve essere analizzata al netto degli episodi che hanno fatto tanto discutere. Il k.o. contro l’Audace deve far riflettere e lavorare sugli errori commessi, ma la classifica in ogni caso dice che gli etnei sono a soli 3 punti di distacco dal Bari secondo e c’è ancora metà girone d’andata e tutto il ritorno da giocare”.
“Il Catania deve puntare a vincere il campionato”
L’obiettivo per il Catania, secondo il “Capitano”, deve essere quello di conquistare il primo posto e vincere il campionato, a prescindere dalla situazione attuale in graduatoria nel girone C che vede capitan Cicerelli e compagni attardati dal vertice:
“Ribadisco, il lavoro di Longo è stato fin qui ottimo, nonostante qualche k.o. di troppo. Senza gli errori arbitrali a Potenza la classifica, chissà, sarebbe potuta essere ben diversa. Il Catania, per società, organico e progetto, può puntare a vincere il campionato: ci stanno gli alti e bassi, basti vedere come le altre due big Bari e Salernitana stiano faticando anch’esse a carburare con i granata che hanno addirittura esonerato Cosmi e preso Di Bari per dare una sterzata. Il bicchiere, fin qui, lo vedo più che mezzo pieno, serve dare fiducia al mister: il fantastico pubblico rossazzurro deve soltanto stare vicino alla squadra ed avere fiducia“.
“Voglio allenare: quando sto in campo con i miei ragazzi mi sento a casa”
Come accennato in apertura, Davide Baiocco, classe 1974, è oggi un allenatore: attualmente, si trova alla guida della formazione U17 del Bastia, squadra del campionato d’Eccellenza umbro.
L’ex Juventus è un fautore del calcio dominante e propositivo, caratterizzato da aggressività e voglia di vincere: insomma, un riflesso di ciò che era lui in campo:
“Sì, voglio allenare: quando vado in campo con i miei ragazzi mi sento a casa, nel mio posto. Sul rettangolo verde sto bene, mi piace condividere la mia esperienza e insegnare calcio ai più piccoli. Dal punto di vista tattico, amo proporre un gioco propositivo: schiero difesa a 4, un play a far girare la manovra e 4 calciatori offensivi a supporto del centravanti. Insomma, pratico un 4-1-4-1, anche se a me non piacciono moduli e numeri: ritengo che nel 2026 urga optare per un calcio ultra offensivo, con una squadra corta e che sappia dominare attraverso il possesso a partire dalla costruzione dal basso tanto ‘demonizzata’. Iniziando a giocare palla da dietro, infatti, obblighi gli avversari a venire a prenderti alto: in questo modo, ti lasciano spazi enormi in cui tu puoi infilarti e approfittarne per andare a fare gol. Allenando così valorizzi i giovani e gli permetti di arrivare in prima squadra, consentendo anche alle società di poterne approfittare economicamente in caso di cessione dell’atleta”.
“Mi piacciono Farioli e De Zerbi: sogno di allenare il Catania”
Il sogno di Davide Baiocco, un giorno, è quello di chiudere il cerchio e sedere sulla panchina del Catania:
“Un pezzo del mio cuore è rimasto lì, confermo che sogno di allenare la squadra rossazzurra per riportarla in alto. L’obiettivo è presente nella mia testa, anche se per il momento resto il primo tifoso. Auspico che la società possa continuare a costruire e arrivare in Serie A. Nell’immediato, domenica contro il Sorrento, mi aspetto una risposta importante ed una vittoria che restituisca punti e fiducia: il segreto sta nel trovare la continuità, non solo sul piano del gioco, ma soprattutto su quello dei risultati. A chi mi ispiro? Non ho modelli di riferimento particolari. Mi sono divertito tantissimo da calciatore agli ordini di mister Pasquale Marino, con Andrea Sottil condividiamo le stesse idee: eravamo già da giocatori degli allenatori in campo. Guardandomi intorno, tra i colleghi, ad oggi mi piace molto Francesco Farioli (allenatore del Porto, 4-1 al Napoli nell’ultimo turno di Champions League n.d.r.), così come Roberto De Zerbi con cui mi sento e confronto spesso. Come non citare, infine, Cesc Fabregas che con il suo Como sta dando davvero spettacolo”.
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