Roma, 12 nov. (askanews) – Sabato 15 e domenica 16 novembre, il Mercato di Marlia di Capannori (Lucca) torna ad animarsi con Slow Beans, l’evento organizzato dalla rete Slow Beans, Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi con il sostegno del Comune di Capannori, di Vetrina Toscana e della Piana del Cibo, che mette al centro i legumi e le comunità di Slow Food che ruotano attorno ad essi.
Il fagiolo Rosso di Lucca, la marchigiana fava di Favalanciata, il cece Nero della Murgia Carsica, la piattella canavesana di Cortereggio dal Piemonte, sono solo alcuni dei Presìdi Slow Food italiani presenti nella mostra mercato e protagonisti di laboratori e degustazioni, a testimoniare l’enorme varietà di biodiversità tra i legumi. Una volta considerati un alimento relegato alla cucina povera, oggi sono ingredienti essenziali nelle cucine dei cuochi, delle cuoche e di chi è attento a un’alimentazione buona e salutare.
Ai produttori italiani si aggiunge una delegazione proveniente da 12 Paesi europei: coltivatori, attivisti, ricercatori e cuochi impegnati nella difesa della biodiversità e nella promozione dei legumi come cibo che nutre le persone, arricchisce il suolo e apporta benefici all’ambiente.
Per Slow Food scegliere di coltivare legumi oggi è “un atto politico. In ogni seme di fagiolo o lenticchia c’è la memoria di una terra, di una comunità contadina e di un sapere che resiste all’omologazione”. Slow Beans “non è solo una rete di produttori: è un fronte comune contro la perdita di biodiversità, contro l’agricoltura che consuma più di quanto restituisce, contro l’idea che il cibo sia solo merce”.
Itinerante per natura, Slow Beans ha viaggiato in lungo e in largo lo stivale a partire dal 2016, toccando altre cittadine leguminose, come Polizzi Generosa nel palermitano per l’edizione 2022, e Mormanno nel cosentino, nel 2024. Quest’anno Slow Beans conquista di nuovo la Lucchesia, trasformandola in un laboratorio diffuso di educazione alimentare, convivialità e dialogo tra chi produce, cucina e consuma.

