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A Macfrut sostenibilità risorsa idrica con Acqua Campus

A Macfrut sostenibilità risorsa idrica con Acqua Campus

Con le principali novità su ricerca ed innovazione tecnologica

Roma, 28 gen. (askanews) – Si rinnova il sodalizio tra Macfrut e Acqua Campus. Protagonista la risorsa acqua nel segno di una gestione sostenibile e innovativa. Appuntamento nell’area Pre Harvest da martedì 21 a giovedì 23 aprile 2026 al Rimini Expo Centre, dove si potranno “toccare con mano” le principali novità su ricerca ed innovazione tecnologica in pieno campo: dalle soluzioni sul risparmio idrico ed energetico ai servizi ecosistemici, da Irriframe all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, dalle dimostrazioni in campo dal vivo ai tour guidati con sessioni di approfondimento.

Il tutto sotto il coordinamento di Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) e Cer (Canale Emiliano Romagnolo) in un’area gestita in collaborazione con Macfrut, che conferma la sua vocazione di fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta.

In Fiera sarà presente un’area sperimentale interattiva di oltre 1000 metri quadrati che ospiterà i più moderni ed efficienti sistemi d’irrigazione, fungendo anche da aula didattica en plein air ospitando scuole ad indirizzo agronomico. Lo stand Anbi, inoltre, fungerà da luogo di confronto sull’innovazione idrica in pieno campo ospitando workshop, incontri, esperienze dei Consorzi di bonifica e focus con il mondo della ricerca.

Spiega Francesco Vincenzi, presidente di Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue). “Anche quest’anno avremo l’onore di ospitare l’inaugurazione di Macfrut nei nostri spazi a testimonianza non solo del consolidato rapporto di collaborazione, ma soprattutto dell’importanza che la disponibilità idrica riveste per il settore ortofrutticolo italiano. È attorno a questa, vitale esigenza, che verterà la nostra presenza all’importante appuntamento riminese. C’è bisogno di fare sistema per affermare, soprattutto in sede europea, le peculiarità dell’agricoltura italiana e mediterranea, il cui futuro è oggi minacciato da normative comunitarie, applicate uniformemente su ecosistemi fortemente diversi. Bisogna partire da questa consapevolezza per puntare a condivisi obbiettivi ambientali nel rispetto, però, di economie primarie, che disegnano i territori e costruiscono le comunità”.