Roma, 3 apr. (askanews) – Una “Pasqua dell’incertezza” per le famiglie italiane che, secondo le stime elaborate del Centro Studi di Confcooperative, spenderanno nel complesso, la spesa complessiva per le festività pasquali raggiungerà 1,7 miliardi di euro, con un incremento di 200 milioni (+13%) rispetto al 2025. Una crescita determinata dalla spinta inflativa: maggiore spesa a fronte di minori consumi.
Il dato più allarmante, spiega Confcooperative, riguarda le intenzioni di acquisto delle famiglie: il 60% degli italiani dichiara che limiterà le spese al minimo indispensabile. A comprimere le scelte dei consumatori concorrono fattori molteplici e convergenti: il persistente caro benzina, i rincari energetici che continuano a pesare sui bilanci domestici e gli aumenti già consolidatisi sugli scaffali della GDO. La più ampia instabilità geopolitica globale alimenta un clima di incertezza che condiziona direttamente la propensione alla spesa degli italiani.
Nonostante le difficoltà, la tavola pasquale degli italiani non rinuncia alle eccellenze dell’agroalimentare made in Italy: 2 tavole su 3 si apparecchieranno in casa, con agnello e capretto a presidiare la prima posizione nel menù delle feste. Registra una brutta battuta d’arresto il comparto ittico: i consumi di pesce hanno fatto già registrare un -25% tra caro gasolio e maltempo.
Sul versante enogastronomico primeggeranno i grandi classici della tradizione: taglieri di formaggi e salumi; vini, prosecchi e spumanti. Tutto rigorosamente italiano. Tiene il comparto dell’ortofrutta nazionale, nonostante i colpi di coda di un inverno mai domo. Stazionari i consumi di uova di cioccolato (26 milioni di pezzi) e di colombe (21 milioni), con una particolarità da rimarcare, soprattutto per il segmento delle uova: il peso unitario si riduce mentre il prezzo aumenta, con un’ulteriore compressione implicita del potere d’acquisto. Nella categoria dei dolci festivi, spicca la pastiera, vera superstar del carrello dei dolci pasquali.
Quella che si delinea è, ancora una volta, la Pasqua delle differenze con una polarizzazione crescente. Da un lato, circa 10 milioni di italiani in condizione di povertà per i quali non è previsto alcun menù speciale. Dall’altro, oltre 9 milioni di italiani in viaggio, a cui si sommano gli 8,5 milioni che sceglieranno ristoranti e agriturismi. A questi si aggiunge una fascia, più ristretta ma presente, capace di sostenere spese di fascia alta per allestire una tavola delle feste senza compromessi.

