Roma, 3 feb. (askanews) – Creare una azienda vinicola unica al mondo attraverso “una operazione non simbolica ma reale”. E’ il progetto presentato oggi dal Parco archeologico di Pompei e dall’azienda irpina Feudi di San Gregorio al Masaf, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Una collaborazione che sta dando vita a un progetto vitivinicolo senza precedenti: la nascita di un’azienda agricola e di una cantina all’interno di uno dei siti archeologici più iconici al mondo, per fare rivivere la millenaria tradizione della viticoltura. Un partenariato pubblico-privato innovativo che, come ha detto il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, punta su un nuovo modello di turismo, fortemente esperienziale. “Non vogliamo perdere i giovani – ha detto – i visitatori di oggi non sono più quelli di ieri. Chi viene a Pompei per vedere un concerto, fare un laboratorio o una degustazione fa comunque una esperienza culturale: non ci sono visitatori di serie A e di serie B”.
“L’esperienza di Pompei – ha spiegato il ministro Lollobrigida – sarà la più importante a livello mondiale, avrà un mercato eccezionale perché l’appeal è fortissimo” e valorizzerà la cultura italiana perché “parlare di vitigni autoctoni significa raccontare l’Italia nella sua interezza”. Il sottosegretario di Stato alla Cultura, Gianmarco Mazzi ha sottolineato che “questo modello di partenariato tra pubblico e privato che stiamo attuando a Pompei è una vera avanguardia culturale”.
La partnership, infatti, è stata concepita innanzitutto con finalità culturali, scientifiche e di valorizzazione del Made in Italy, prima ancora che produttive. Anche se gli obiettivi produttivi sono chiari: “creare una azienda vinicola unica al mondo”, ha detto l’amministratore delegato di Feudi, Antonio Capaldo, spiegando che attualmente la cantina ha impiantato un ettaro di vigneto all’interno del parco archeologico e arriva ad una superficie vitata di 5 ettari comprendendo i 4 ettari impiantati in località Stabie, dove sorgerà anche la cantina produttiva. “Il progetto ha un grande valore per il tarritorio – ha aggiunto Capaldo – noi produrremo un vino contemporaneo ma da antichi vitigni autoctoni campani portati dalle nostre vigne in Irpinia”. Obiettivo di produzione è arrivare entro tre anni a 30mila bottiglie: due vini rossi e un bianco a base di vitigni autoctoni campani. Aglianico, falanghina, greco e piedirosso.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha sottolineato che la formula potrebbe “certamente essere”esportabile in altri luoghi d’Italia. L’abbinamento del vino a un luogo come Pompei dà l’idea di un qualcosa da comprare, da apprezzare, da ammirare e da amare e questi – ha detto – sono gli elementi che daranno ancora più valore a questo progetto”.
“L’Italia offre un numero di vitigni autoctoni particolarmente rilevante – ha concluso il ministro – e quindi l’abbinamento al territorio diventa ancora più importante rispetto anche ad altre nazioni concorrenti che hanno ben meno di noi”.

