Roma, 4 mar. (askanews) – “In agricoltura l’acqua, oltre a essere un elemento naturale imprescindibile, rappresenta un bene comune strategico, un fattore di produzione critico e una responsabilità collettiva, con una valenza strategica in termini di redditività; proprio per questo, non possiamo più accettare una situazione in cui l’Italia sconta una gravissima dispersione di tale fondamentale risorsa, causata da una rete idrica colabrodo che, anche a causa della scarsissima manutenzione, genera perdite medie del 40-50% di acqua”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Tommaso Battista concludendo i partecipati lavori del convegno “Il ruolo dei consorzi di bonifica in Puglia contro la crisi idrica”, svoltosi oggi a Putignano.
“Alla luce di tale situazione, diventa prioritario prevedere un nuovo piano di gestione idrica pluriennale che possa rappresentare un asset strategico per il futuro dell’agricoltura italiana e dell’export agroalimentare italiano, il quale dipende per ben l’83% dalla disponibilità idrica”, ha aggiunto il presidente della Copagri, prima di lanciare un accorato appello per un “patto istituzionale e territoriale sull’acqua che garantisca sostenibilità, equità e continuità produttiva alle nostre imprese agricole”.
Un appello raccolto dall’assessore all’agricoltura della Regione Puglia Francesco Paolicelli, dal responsabile area agraria del Consorzio Unico di Bonifica Centro Sud Puglia Giuseppe Scordella e dal direttore generale dell’ANBI Massimo Gargano, intervenuti ai lavori insieme al sindaco di Putignano Michele Vinella.
Le peculiarità della realtà regionale sono state al centro dell’intervento del presidente della Copagri Puglia Michele Palermo, che ha rimarcato come “l’attuale capienza delle dighe, nonostante le piogge delle ultime settimane, non consenta alle aziende agricole di fare una normale programmazione colturale, con tutte le numerose ripercussioni negative che tale gravosa problematica comporta”.
“Per questo – ha aggiunto Palermo – non è più rinviabile la messa in campo di un vero e proprio piano di interventi, organico e strutturato, che punti sull’efficientamento della rete idrica con il principale obiettivo di contribuire al recupero delle acque e consentire, in tal modo, il contenimento dei prelievi di falda”.

