Milano, 16 lug. (askanews) – Si terrà il 18 luglio alla Fortezza Medicea di Siena la giornata di studio “Per un grande vino bianco della Toscana interna”, promossa da Accademia Italiana della Vite e del Vino, Donne del Vino della Toscana, Enoteca Italiana Siena e Ais Toscana. L’obiettivo è ambizioso: avviare un percorso condiviso tra mondo scientifico e produttivo per individuare vitigni e tecniche in grado di dare vita a un grande vino bianco nella Toscana centrale, storicamente terra di rossi.
“Il nostro vigneto è dominato dal Sangiovese con il 65% della superficie ma il mercato guarda sempre più ai bianchi” afferma Donatella Cinelli Colombini, delegata Donne del Vino Toscana, aggiungendo che “è anche per questo che le vendite delle Cantine toscane calano dal 2022”. Tra i pochi vitigni bianchi della zona, il Trebbiano Toscano rappresenta il 6,5% del vigneto regionale, ma dal 2005 al 2021 ha perso il 5% della superficie, anche per mancanza di selezione clonale e tecniche adeguate a valorizzarne il potenziale.
L’iniziativa segna anche la riapertura ufficiale dell’Enoteca Italiana dopo oltre dieci anni. “È un ritorno alle origini, in un luogo simbolico per la cultura del vino – dichiara la presidente Elena D’Aquanno – dopo anni di silenzio torniamo ad essere spazio di confronto, pensiero e innovazione”. Il presidente dell’Accademia, Rosario Di Lorenzo, sottolinea “il valore simbolico di riportare il lavoro scientifico là dove il progetto nacque 75 anni fa”.
Il programma prevede alle 10.30 una degustazione condotta dal presidente Ais Toscana, Cristiano Cini, con 11 bianchi prodotti da socie Donne del Vino in Toscana interna, usando vitigni autoctoni e internazionali. Partecipano Tenuta Valdipiatta, Tenuta di Capezzana, Cantine Dei, Borgo Prunatelli, Fattoria La Maliosa, Corte Dei Venti, Podere Casaccia, Tenuta di Artimino, Dianella, Fattoria Sardi e Cantina del Testimone.
Alle 14.30, il convegno scientifico coordinato da Giovanni Pellicci, direttore de “I Grandi Vini”, vedrà i contributi di studiosi dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, dell’Università di Pisa con Claudio D’Onofrio e Angela Zinnai, dell’Università di Firenze con Giovan Battista Mattii e del Crea con Paolo Storchi.
La Regione Toscana sarà rappresentata dai dirigenti dell’assessorato all’Agricoltura Roberto Scalacci e Gennaro Giliberti. Il Consorzio Vino Toscana, con il presidente Cesare Cecchi, guiderà le ricerche lungo un percorso ispirato al progetto “Chianti Classico 2000” che ha contribuito alla selezione dei cloni di Sangiovese oggi fondamentali per i rossi toscani.

