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A Vinitaly Brachetto d’Acqui celebra con rebranding 30 anni della Docg

A Vinitaly Brachetto d’Acqui celebra con rebranding 30 anni della Docg

Il Consorzio rilancia con rosé, rosso secco e il nuovo logo

Milano, 8 apr. (askanews) – Il Brachetto d’Acqui arriva a Vinitaly 2026 con un rebranding che accompagna i 30 anni della Docg, riconosciuta nel 1996, e con una strategia che punta ad ampliare il profilo della Denominazione oltre la sua immagine storicamente legata al vino dolce. Il Consorzio Tutela Vini d’Acqui sarà a Verona, nel Padiglione 10 area G3 di “Piemonte Land of Wine”, per celebrare l’anniversario e presentare un’evoluzione che oggi passa anche dalle versioni rosé e secca.

Nato nel 1992 ad Acqui Terme (Alessandria), il Consorzio riunisce 60 aziende tra realtà agricole, cooperative e case spumantiere e rappresenta una produzione che sfiora i tre milioni di bottiglie. Dopo il mercato italiano, gli Stati Uniti assorbono quasi un quarto dei volumi complessivi, mentre tra gli sbocchi esteri più dinamici vengono indicati anche la Danimarca e l’Asia, con la Corea del Sud in evidenza.

La produzione si concentra tra le province di Alessandria e Asti, su circa 850 ettari di colline del Monferrato riconosciute dall’Unesco nel 2014. È da questo legame tra vitigno e territorio che prende forma la nuova identità visiva presentata a Verona. Al centro del rebranding c’è infatti la rosa, scelta come simbolo del Brachetto d’Acqui per il richiamo immediato al patrimonio aromatico del vitigno e alle sue tonalità floreali, con l’obiettivo di rendere l’immagine della Docg più riconoscibile e contemporanea anche sui mercati internazionali. Su questo sfondo si innesta anche la dimensione enoturistica di un’area che negli anni ha consolidato la propria attrattività.

Accanto al nuovo logo, il rilancio passa soprattutto dall’allargamento degli stili produttivi. Dal 2017 il percorso della Denominazione si è aperto infatti a interpretazioni diverse rispetto alla tradizione più nota, e a Vinitaly una parte centrale della presentazione sarà dedicata all’Acqui Docg Rosé, proposto sia nella versione spumante sia in quella ferma, e all’Acqui Docg Rosso, versione secca che recupera una tipologia già apprezzata alla fine dell’Ottocento. Il primo viene presentato come un vino adatto all’aperitivo contemporaneo, mentre il secondo torna a proporsi come espressione da tavola, capace di accompagnare piatti strutturati, formaggi stagionati e anche lo stoccafisso all’acquese.

Il programma veronese servirà a mostrare questa versatilità con due percorsi di degustazione. “Il Brachetto in tre atti” è pensato per mettere a fuoco le diverse espressioni del vitigno, dal Metodo Martinotti ai passiti, mentre “Dolce, Salato, Acqui” lavorerà sugli abbinamenti con i prodotti del territorio. A queste attività si aggiungono i laboratori quotidiani dedicati ai cocktail a base di Brachetto d’Acqui Docg, in programma dalle 16.30 alle 17.30 al Padiglione 10 area H2, con il bartender Davide Oglietti.

Per i prossimi anni il Consorzio punta a rafforzare la presenza del Brachetto d’Acqui in Italia e all’estero facendo leva, insieme con la riconoscibilità aromatica del vitigno, proprio su una gamma più ampia di stili, dal vino dolce alle versioni rosate e secche.