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Abusi nella chiesa, le parole di Papa Leone XIV che fanno discutere: “Misericordia per i preti colpevoli”

Abusi nella chiesa, le parole di Papa Leone XIV che fanno discutere: “Misericordia per i preti colpevoli”
Papa Leone XIV foto adnkronos

Il pontefice torna sul tema caldissimo degli abusi nella Chiesa e conferma una posizione già espressa nei primi mesi del suo mandato

“Misericordia per i preti colpevoli di abusi”. La chiede Papa Leone XIV con parole che fanno discutere. Il pontefice torna sul tema caldissimo (e scomodissimo) degli abusi nella Chiesa e conferma una posizione già espressa nei primi mesi del suo mandato.

“Perseverare nella prevenzione ma i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi dalla misericordia di Dio”

Nel messaggio inviato alla plenaria della Conferenza Episcopale francese a Lourdes, firmato dal segretario di Stato Pietro Parolin, il pontefice invita a “perseverare nel lungo periodo nelle azioni di prevenzione” e a continuare a manifestare “attenzione verso le vittime”. Ma accanto a questo, introduce un altro elemento: “È bene che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi dalla misericordia di Dio”, chiedendo che anche loro siano oggetto di riflessione pastorale.

Un richiamo in una visione più ampia e già delineata a gennaio, durante il primo Concistoro straordinario del pontificato. In quell’occasione Leone XIV aveva voluto affrontare il tema pur non essendo al centro dell’incontro: “Non possiamo chiudere gli occhi e neanche i cuori”, aveva detto ai cardinali, definendo gli abusi “una ferita nella vita della Chiesa”.

Parole accompagnate da una sottolineatura precisa: il dolore delle vittime è stato spesso aggravato dal silenzio e dalla mancanza di ascolto. “Tante volte il dolore delle vittime è stato più forte per il fatto che non sono state accolte e ascoltate”, aveva affermato. E aveva riportato anche una testimonianza diretta: “Una vittima mi ha detto che la cosa più dolorosa era che nessun vescovo voleva ascoltarla”.

L’importanza dell’ascolto tra giustizia e misericordia

È proprio sull’ascolto che si costruisce il filo che unisce i due interventi. Da una parte, la denuncia di un passato fatto di chiusure e omissioni; dall’altra, l’invito a proseguire con decisione su una strada diversa, fondata su prevenzione, accompagnamento e responsabilità.

Allo stesso tempo, il Papa tiene insieme giustizia e misericordia: accanto alla centralità delle vittime, ribadisce che anche i colpevoli non devono essere esclusi da un percorso pastorale. Un equilibrio delicato, che riflette la complessità del tema e la volontà di affrontarlo senza semplificazioni.

“La pace è possibile”

Oggi, il pontefice, prima dell’udienza generale, ha incontrato la delegazione del “Programme for Christian-Muslin Relation in Africa” ha ribadito che “in un mondo sempre più segnato dalla radicalizzazione religiosa, dalla divisione e dal conflitto, è possibile vivere e lavorare insieme in pace e armonia, nonostante le differenze culturali e religiose”.  

”La Chiesa cattolica – ha osservato Leone XIV – chiede comprensione reciproca e rispetto per i seguaci di altre religioni, affermando che “non rifiuta nulla di ciò che è vero e santo in queste religioni”, poiché “spesso riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini e le donne”. In effetti, ogni viaggio autentico verso l’unità e la comunione intrapreso dai cristiani e da persone di buona volontà è opera dello Spirito Santo e richiede cuori aperti all’incontro e al dialogo in modo da abbracciarsi l’un l’altro in genuina fraternità”.

Il pontefice ha ricordato che il ”dialogo continuo con il Dicastero è un segno positivo, che invita i cristiani, guidati dall’amore di Cristo, a promuovere la comunione e ad approfondire il nostro impegno per la cooperazione cristiano-musulmana per il bene comune. Attraverso tali sforzi, la pace, la giustizia e la speranza fioriranno sempre più nelle società africane e oltre. Allo stesso modo, confido che questi incontri daranno frutti attraverso la condivisione di iniziative di base per promuovere l’amicizia sociale, il rafforzamento delle partnership e un comune discernimento di quelle aree che richiedono un’azione urgente”.

Ed è tornato sul tema della guerra anche nell’udienza generale del mercoledì, incontrando i fedeli. Il Papa ha chiesto di pregare perché “si moltiplichino le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata” e ha invitato “in un tempo segnato dalla follia della guerra a difendere la vita dal concepimento al suo naturale tramonto“. 

La “ferita dolorosa” sulla Liturgia

“È preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una ferita dolorosa riguardante la celebrazione della Messa, sacramento stesso dell’unità”, osserva inoltre Leone, affrontando il “delicato tema della Liturgia”, uno dei temi all’esame dell’Assemblea e al quale “il Santo Padre è particolarmente attento, nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo”.

“Per sanarla, è certamente necessario un nuovo modo di guardarsi gli uni agli altri, con una maggiore comprensione delle reciproche sensibilità; un modo di guardare che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell’unità della fede”, ha sottolineato.

“Possa lo Spirito Santo suggerirvi soluzioni concrete che consentano la generosa inclusione di coloro che aderiscono sinceramente al Vetus Ordo, secondo le linee guida stabilite dal Concilio Vaticano II in materia di Liturgia”, ha aggiunto il pontefice.

I vescovi francesi ne discuteranno in una conferenza specifica su “Liturgia e tradizione”, in continuità con tutti i Concili, in particolare il Concilio Vaticano II, ha annunciato il presidente della Conferenza episcopale di Francia Jean‑Marc Aveline, ma tenendo conto delle tensioni intorno alla celebrazione della liturgia tridentina.

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