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“Accesso abusivo informatico”: assolto un agente di polizia a Palermo

“Accesso abusivo informatico”: assolto un agente di polizia a Palermo
Tribunale di Palermo

Dopo sei anni di processo per il Sovrintendente Giordano è arriva l’assoluzione

Il Tribunale di Palermo, Terza Sezione Penale ha assolto nella tarda serata di ieri, giovedì 19 marzo, il Sovrintendente della Polizia di Stato Sebastiano Giordano “perché il fatto non sussiste”, all’esito di un processo durato quasi sei anni, avente ad oggetto l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico. L’accusa nei suoi confronti era di accesso abusivo a sistema informatico

Il Sovrintendente Giordano è stato assistito dall’avvocato Gioacchino Genchi, che ha svolto una articolata e penetrante attività di indagine difensiva, anche di natura informatica, i cui esiti sono stati integralmente riversati nel dibattimento e si sono rivelati decisivi nell’assoluzione di Giordano.

Le indagini: presunti accessi irregolari al sistema di gestione del protocollo

Il procedimento traeva origine da una segnalazione della dirigente della Zona Telecomunicazioni della Polizia di Stato di Palermo, relativa a presunti accessi irregolari al sistema di gestione del protocollo. Secondo l’accusa, Giordano avrebbe utilizzato credenziali di altri colleghi per operare all’interno del sistema informatico dell’ufficio.

Sistema informatico inadeguato

Tuttavia, nel corso delle indagini e del dibattimento è emerso un quadro radicalmente diverso. Gli accertamenti tecnici, ulteriormente approfonditi su impulso della difesa e sviluppati anche mediante attività delegate alla Polizia Postale di Palermo, hanno infatti confermato in modo inequivoco quanto sin dall’inizio sostenuto dal Sovrintendente Giordano: il sistema informatico in uso presso l’ufficio era gravemente inadeguato e privo dei più elementari requisiti di sicurezza.

In particolare, è stato accertato che tutti i dati relativi alla protocollazione risultavano accessibili “in chiaro” a qualsiasi operatore dell’uffi cio, attraverso una cartella condivisa priva di protezioni e senza alcun sistema di crittografi a, rendendo di fatto superfl uo qualsiasi utilizzo improprio di credenziali altrui. È emerso, inoltre, che tanto le UserID che le password coincidevano spesso con il cognome e il nome di battesimo. degli operatori e che non era prevista alcuna procedura obbligatoria di modifi ca delle stesse, con evidenti e macroscopiche vulnerabilità del sistema.

L’agente di polizia Sebastiano Giordano fu il primo a segnalare le anomalie

Il Sovrintendente Giordano aveva rilevato e documentato per primo le anomalie del sistema, segnalando irregolarità nella gestione del protocollo. In particolare, mediante produzione fotografica, ha dimostrato la presenza di numeri di protocollo lasciati in bianco in corrispondenza della registrazione di atti relativi a offerte e gare di appalto, circostanza che evidenzia una gestione opaca, non tracciabile e potenzialmente manipolabile del sistema documentale. Giordano venne denunciato dalla dirigente dell’ufficio che lo fece trasferire alla Questura di Enna.

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