Roma, 12 nov. (askanews) – Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su un regolamento contenente nuove norme per contrastare le pratiche commerciali sleali transfrontaliere nella filiera agricola e alimentare. L’accordo provvisorio, che sarà ora approvato dal Consiglio e dal Parlamento, prima di essere formalmente adottato, stabilisce un insieme completo di norme per la cooperazione transfrontaliera contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese all’interno della filiera agricola e alimentare. Migliora la cooperazione transnazionale nei casi in cui fornitori e acquirenti si trovino in Stati membri diversi e introduce un meccanismo di mutua assistenza, che consentirebbe alle autorità nazionali preposte all’applicazione della legge di richiedere e scambiare informazioni o di collaborare alle indagini relative alle pratiche commerciali sleali.
Ancora, il nuovo regolamento consentirà agli Stati membri di coordinare le azioni di contrasto e di notificare agli altri Stati membri le decisioni relative alle pratiche commerciali sleali. Non solo, con questo regolamento vengono introtte norme sulla copertura dei costi in caso di mutua assistenza, sulla protezione dei dati e sulla riservatezza delle informazioni per garantire che i fornitori siano al sicuro da ritorsioni. Infine, il regolamento istituisce un meccanismo di azione coordinata in caso di pratiche commerciali sleali transfrontaliere su larga scala che coinvolgono almeno tre paesi dell’UE, designando uno Stato membro per coordinare la risposta, e regola la cooperazione tra Stati membri in caso di pratiche commerciali sleali da parte di acquirenti extra-UE, per tutelare meglio gli agricoltori europei.
“Sono lieto che abbiamo raggiunto un compromesso con il Parlamento europeo sulla proposta relativa alle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare in relazione alla cooperazione tra le autorità degli Stati membri – ha commentato Jacob Jensen, ministro danese per l’Alimentazione, l’Agricoltura e la Pesca – Ciò non modifica la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, ma garantirà una cooperazione più fluida tra gli Stati membri in materia di applicazione, senza aggiungere inutili oneri burocratici al settore agroalimentare”.

