Non si placa il confronto tra i comitati civici per l’acqua pubblica della provincia di Catania e la Sie spa, la società che gestisce il servizio idrico integrato in numerosi comuni dell’area etnea.
La lettera dei comitati
Con una lettera aperta indirizzata all’amministratore delegato, ingegner Sergio Cassar, e per conoscenza ai sindaci dell’Ati di Catania, i comitati contestano le dichiarazioni contenute nel recente comunicato della società, nel quale le proteste dei cittadini vengono definite frutto di “allarmismi” alimentati dai social network e dagli organi di informazione. Al centro della replica vi è il tema della fatturazione dei consumi idrici. I rappresentanti dei Comitati sostengono che in molti comuni i contatori non sarebbero mai stati installati o non verrebbero letti da anni, mettendo in discussione il riferimento della società a letture effettive e dati storici utilizzati per l’emissione delle bollette.
Secondo i comitati, il ricorso a consumi stimati sarebbe divenuto una pratica diffusa in una fase di transizione caratterizzata da dati incompleti e da un passaggio di consegne dai comuni alla nuova gestione definito «lacunoso». Da qui la richiesta di sospendere le fatturazioni basate su stime fino alla completa installazione dei misuratori elettronici per tutte le utenze. Nella lettera viene inoltre affrontato il tema della gestione del servizio idrico. Pur riconoscendo che l’acqua resta un bene pubblico, i firmatari evidenziano come la gestione sia stata affidata a un soggetto privato, sottolineando che molti cittadini percepiscono un aumento significativo dei costi senza riscontrare un corrispondente miglioramento del servizio.
Perdite, acqua a singhiozzo e poca assistenza
I comitati richiamano inoltre le criticità ancora segnalate sul territorio, tra cui perdite nelle reti idriche, turnazioni nell’erogazione dell’acqua e disservizi nell’assistenza agli utenti. Particolare attenzione viene riservata alla questione degli sportelli, con la richiesta di una presenza fisica più capillare nei comuni serviti. Tra le richieste avanzate alla società figurano la sospensione delle fatturazioni basate su dati stimati o storici ritenuti inattendibili, l’apertura di sportelli fisici di assistenza in ogni comune interessato, l’annullamento definitivo della richiesta di deposito cauzionale per gli utenti.
I Comitati respingono inoltre l’accusa di contribuire a “ingolfare il sistema”, sostenendo di svolgere un ruolo di tutela dei cittadini e di promozione della trasparenza amministrativa. La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sulla gestione del servizio idrico nell’area etnea, tema che negli ultimi mesi ha alimentato confronti tra amministrazioni locali, gestore e associazioni civiche. I firmatari della lettera concludono dichiarandosi disponibili al confronto, ma chiedendo che il dialogo avvenga sulla base di dati verificabili e informazioni trasparenti.
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