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Acqua, gli invasi in Sicilia tornano a riempirsi: i volumi salgono del 38% in un mese

Acqua, gli invasi in Sicilia tornano a riempirsi: i volumi salgono del 38% in un mese
Palermo, diga Rosamarina (Repertorio)

I dati regionali di marzo mostrano una crescita sia rispetto a febbraio sia rispetto al 2025. Un miglioramento per tutte le dighe: registrato incremento di 146,7 milioni di metri cubi

La situazione idrica in Sicilia mostra segnali concreti di miglioramento. Secondo il prospetto ufficiale dei volumi invasati aggiornato al mese di marzo – sulla base dei dati forniti dal dipartimento regionale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, fondati sulle rilevazioni dei gestori degli invasi – il totale dell’acqua accumulata nelle dighe dell’Isola ha raggiunto quota 536,11 milioni di metri cubi, segnando un incremento significativo sia rispetto al mese precedente sia rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel dettaglio, rispetto a febbraio scorso, quando il volume complessivo era pari a 389,43 milioni di metri cubi, si registra un aumento di 146,68 milioni di metri cubi, pari a una crescita del +38% in appena un mese. Un dato particolarmente rilevante che evidenzia l’effetto positivo delle precipitazioni registrate nelle ultime settimane. Ancora più marcato il confronto su base annua: a marzo 2025 gli invasi siciliani contenevano complessivamente 341,45 milioni di metri cubi, il che significa che in un anno si è verificato un incremento di circa 194,66 milioni di metri cubi, pari a un +57%.

Diga per diga: i volumi dei principali invasi siciliani

Un balzo che restituisce ossigeno a un sistema idrico che negli ultimi anni aveva mostrato criticità importanti. Analizzando i singoli invasi emergono dati particolarmente significativi. Il bacino con il maggior quantitativo d’acqua è quello di Lentini, che raggiunge 97,71 milioni di metri cubi, seguito dalla diga Pozzillo con 53,40 milioni di metri cubi e dalla diga Rosamarina con 49,15 milioni di metri cubi. Subito dopo si colloca la diga Poma con 44,92 milioni di metri cubi, mentre l’invaso Garcia registra 30,18 milioni di metri cubi.

Molto rilevante anche il dato della diga Don Sturzo (Ogliastro) che arriva a 61,29 milioni di metri cubi, e quello dell’Ancipa, con 26,09 milioni di metri cubi, strategico anche per la produzione elettrica oltre che per l’uso potabile e irriguo. Sul fronte degli incrementi mensili, spiccano soprattutto alcuni invasi che hanno beneficiato maggiormente delle piogge. La diga Pozzillo segna un aumento di 19,02 milioni di metri cubi rispetto a febbraio, mentre la diga Poma cresce di 18,89 milioni di metri cubi. Ancora più marcato l’incremento della diga Garcia, con +16,49 milioni di metri cubi, e della diga Rosamarina, che registra un aumento di +24,56 milioni di metri cubi, uno dei più alti dell’intero sistema.

Anche l’invaso di Lentini mostra un incremento importante pari a +11,65 milioni di metri cubi, mentre la diga Arancio cresce di +8,46 milioni di metri cubi e la diga Castello (Magazzolo) di +7,31 milioni di metri cubi. Non mancano però situazioni in controtendenza. Alcuni invasi registrano leggere diminuzioni rispetto al mese precedente, come la diga Disueri (-0,25 milioni di metri cubi), la diga Furore (-0,37) e la diga Rubino (-0,08), segnali comunque marginali rispetto al quadro generale positivo.

Confronto annuale: quasi tutti gli invasi migliorano rispetto a marzo 2025

Nel confronto con lo scorso anno, quasi tutti gli invasi mostrano un netto miglioramento. Ad esempio, la diga Pozzillo nel marzo 2025 conteneva appena 29,66 milioni di metri cubi, oggi quasi raddoppiati. La diga Rosamarina passa da 18,57 a 49,15 milioni di metri cubi, mentre la diga Garcia cresce da 18,01 a 30,18 milioni di metri cubi. Particolarmente significativo anche il dato della diga Don Sturzo, che rispetto ai 37,18 milioni di metri cubi dello scorso anno supera oggi i 61 milioni, e quello della diga Ancipa, che sale da 25,75 a 26,09 milioni di metri cubi, mantenendo comunque una buona stabilità.

Il quadro complessivo che emerge è dunque quello di una Sicilia che, almeno sul piano delle riserve idriche, sta vivendo una fase di recupero importante. Tuttavia, nonostante i dati incoraggianti, resta fondamentale una gestione attenta della risorsa acqua, soprattutto in vista dei mesi estivi, quando la domanda aumenta e le criticità possono riemergere rapidamente.

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