Quest’anno le celebrazioni nazionali della Giornata della Marina Militare si terranno al porto di Palermo ed il molo Vittorio Veneto ha già iniziato ad ospitare mezzi del corpo militare dello Stato in vista dell’evento di dopodomani. Nel frattempo però gli abitanti di Palermo e dei comuni che si affacciano sul golfo del capoluogo siciliano rivolgono lo sguardo al cielo incuriositi dal razzolare di elicotteri e caccia militari che, forse in virtù dei titoli degli organi di stampa sulla crescente tensione bellica in Europa ed in Medio Oriente, non producono affascinata curiosità ma una tangibile preoccupazione. Abbiamo chiesto all’ufficio del sindaco di Palermo se le ore di passaggi radenti sui cieli del golfo e sui comuni dell’hinterland erano connessi alle celebrazioni, ma al momento la risposta riguarda più la probabilità che non la certezza. Dopo le polemiche che hanno accompagnato, per giorni, le celebrazioni della Festa della Repubblica con le poco apprezzate parate militari condite dal reparto che marciando ha anche scandito un inno alla Decima Mas, e con l’attesa per la promessa rappresaglia russa all’Ucraina quale conseguenza dell’attacco su San Pietroburgo, mentre Israele subisce la rappresaglia iraniana per l’attacco a Beirut, il fitto gironzolare dei velivoli da guerra sulle teste dei palermitani non è apparso rassicurante né motivo di piacevole spettacolo.
Da Mondello a Ponticello, sguardi puntati verso il cielo con un pizzico di preoccupazione
Da Mondello a Porticello, le auto si sono fermate sulle strade costiere per vedere meglio quali elicotteri e quali caccia facevano rimbombare il suono dei loro propulsori nella Conca d’oro. Già il passaggio della nave da guerra sotto costa non era stato oggetto di piacevole curiosità, mancando peraltro una diffusa nozione sulla ricorrenza e sulla scelta di Palermo per le celebrazioni della Giornata della Marina tra i cittadini alle prese con la vita quotidiana e le conseguenti difficoltà. La prossima celebrazione militare si è quindi trasformata in un motivo d’ansia per i meno informati. Se in tempi di pace un “wow” di bambini ed adulti accompagna il passaggio a bassa quota di tali velivoli, in tempi di guerra il silenzio e un velo di angoscia è lo stato d’animo con cui le persone seguono con lo sguardo tali rassegne aeree. Una mezza dozzina di persone ferme sul lungomare del golfo di Palermo, cui abbiamo chiesto il perché di tali passaggi degli elicotteri e degli aerei, non ha saputo dire o ricondurre lo “spettacolo” alle celebrazioni di mercoledì. Qualcuno ha però manifestato preoccupazione affermando che sperava non fosse un motivo di allarme che “forse ha a che fare con Israele”.
Tra Sicilia, Puglia e Sardegna intensa attività di addestramento e ricognizione
Se Palermo sarà teatro delle celebrazioni, e l’attività aerea è legata ad omaggi alle navi che il porto del capoluogo avrà ad ospitare già da oggi, difficilmente potrà dirsi altrettanto per altre porzioni di spazio aereo della penisola. Tra Sicilia, Puglia e Sardegna è infatti in corso una intensa attività, di addestramento o di ricognizione, che pare aver fatto decollare dalle basi militari del Mezzogiorno tutto ciò che ha un motore e vola. Elicotteri Augusta Westland A139 da Birgi che girano in tondo a nord delle Egadi, A119 sui cieli di Sciacca, altri A139 su Bari e poi Augusta Westland A139 ed A169 in ricognizione sugli spazi aerei del centrosud della Sardegna mentre sul mare, davanti la costa ovest dell’isola-poligono italiana un certo numero di caccia M346 (solitamente usati per ricognizione ed addestramento) svolazza avanti e indietro. Anche lo spazio aereo sopra Taranto e Roma è impegnato da attività aerea militare, con tracciati tipici della ricerca ma anche della sorveglianza dello spazio aereo. Le località monitorate sono tutte nella immediata vicinanza di basi militari italiane, ma qualcosa eccede tali spazi ed anche la bandiera tricolore. Sui cieli della vicina Tunisia ci sono velivoli militari che disegnano linee verticali sull’entroterra, da Sousa a Sfax.
I bombardier statunitensi e l’elicottero ucraino
Infine transiti di Bombardier statunitensi – solitamente usati dai servizi di intelligence e dalla diplomazia americana – che tagliano il Mediterraneo centrale dal Medio Oriente verso l’Atlantico, e Beechcraft a stelle e strisce che orbitano come sopra un target a circa cento miglia sudest di Catania dopo un decollo dalla base aerea di Sigonella. Parrebbe quasi un peccato farsi mancare un elicottero ucraino – privo di tracciabilità Ais in chiaro – che attraversa il Mar Tirreno passando sopra i ciali della Calabria in direzione ovest, con ormai alle spalle della propria rotta la Sardegna, mentre da Pisa un C30J dell’Aeronautica Militare italiana decolla puntando il muso verso la Sicilia. In questo contesto, con questo clima, le celebrazioni per l’orgoglio marino delle Forze Armate italiane con i suoi passaggi aerei durati circa un paio d’ore su Palermo non hanno sortito l’idea della festa per la popolazione civile ma una suggestione assai meno rassicurante.
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