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Aeroporti, Sita: In 2025 investiti 50,8 mld in sicurezza

Aeroporti, Sita: In 2025 investiti 50,8 mld in sicurezza

Condividere e coordinare dati operativi è un obiettivo chiave

Roma, 15 apr. (askanews) – Il report 2025 Air Transport IT Insights di SITA, fornitore globale di tecnologia per il trasporto aereo, rileva che, sebbene nel 2025 il settore del trasporto aereo abbia investito la cifra record di 50,8 miliardi di dollari in tecnologia, continua a emergere un ostacolo ricorrente: laddove i dati non circolano in modo fluido tra sistemi e partner, l’investimento non riesce a sprigionare pienamente il valore per cui era stato progettato. Il costo di questo divario nel coordinamento dei dati è oggi più elevato che mai, alla luce dell’impatto globale che il conflitto in Medio Oriente continua ad avere sul settore. Gli operatori che investono per colmare questo divario, informa una nota, stanno ponendo le basi per una resilenza che andrà oltre l’attuale fase di discontinuità.

“Pubblichiamo questa ricerca in un momento in cui il settore è sottoposto a una pressione significativa. In ogni area che abbiamo misurato emerge lo stesso vincolo: dove i dati non circolano in modo fluido tra sistemi e partner, gli investimenti non riescono a sprigionare pienamente il valore per cui erano stati progettati. Oggi quel vincolo ha un costo più elevato, ma offre anche una chiara opportunità per uscirne più forti”, ha dichiarato David Lavorel, CEO di SITA.

Nel 2025, i vettori hanno impegnato 36 miliardi di dollari, o il 3,6% dei ricavi, mentre gli scali hanno portato la spesa a 14,8 miliardi di dollari, pari al 7,3% dei ricavi, in crescita rispetto al 6,4% dell’anno precedente. La motivazione è coerente per entrambi: l’83% delle compagnie aeree e l’89% degli aeroporti affermano che il processo decisionale basato sui dati è una priorità strategica, un chiaro segnale che il settore sta costruendo attivamente le fondamenta operative da cui ritiene dipenda la resilienza.

Quando i processi operativi operano a ridosso della piena capacità, qualsiasi interruzione comporta conseguenze economiche dirette. Secondo IATA, i soli ritardi dei voli valgono 30 miliardi di dollari dei ricavi complessivi del settore. È, quindi, fondamentale migliorare le previsioni e la risposta alle discontinuità, per questo motivo l’integrazione dei dati sta iniziando a essere affrontata in modo attivo: il 46% delle compagnie aeree sta aggiornando i propri sistemi di flight operations per rendere le informazioni coerenti e accessibili, in tempo reale, tra sistemi di volo, equipaggio, aeromobile e passeggeri. L’obiettivo è fornire ai team operativi la visione condivisa necessaria per intervenire prontamente, prima che un singolo ritardo diventi un problema di rete. Tuttavia, il 49% delle compagnie aeree identifica l’integrazione e l’allineamento dei dati come la barriera principale per raggiungere questo risultato. Quando le informazioni sono frammentate tra i sistemi, la finestra per un intervento tempestivo si chiude prima che possano essere efficacemente utilizzate.

Le prime implementazioni dell’AI in aviazione si sono concentrate su singoli sistemi: avvisi predittivi, ottimizzazione delle rotte, previsioni di manutenzione. Il cambiamento attualmente in corso è più significativo. Il 63% delle compagnie aeree utilizza l’AI nel controllo delle operazioni per gestire contemporaneamente interruzioni, assegnazione degli aeromobili e disponibilità degli equipaggi, valutando opzioni di ripristino attraverso più vincoli allo stesso tempo prima di raccomandare azioni. Il 79% indica l’AI generativa e i large language model come la principale priorità di investimento per i prossimi 12 mesi, un segnale che l’ambizione è molto avanti rispetto all’implementazione attuale.

L’AI viene impiegata con maggiore sicurezza quando opera all’interno di un singolo sistema. È utilizzata meno dove le decisioni richiedono dati coerenti provenienti da più partner: solo il 17% delle compagnie aeree usa l’AI per monitorare in tempo reale le attività di turnaround. Gli aeroporti stanno cercando di colmare questo divario: il 53% applica ora l’AI al turnaround degli aeromobili, in aumento rispetto al 36% del 2024. Ma il limite dell’impatto dell’AI non è la capacità, ma l’allineamento dei dati.

“L’aviazione sta implementando l’AI con grande ambizione. Ma il report è chiaro: la barriera principale per massimizzare quell’investimento è la mancanza di integrazione dei dati lungo l’operazione. La tecnologia c’è. Spesso manca l’infrastruttura dati per connetterla”, ha aggiunto Lavorel.

Man mano che le compagnie aeree e gli aeroporti connettono più sistemi tra operazioni, passeggeri e partner, l’esposizione a un incidente informatico è cambiata. Una violazione non colpirebbe più una singola piattaforma: rischia di compromettere l’accuratezza e la disponibilità dei dati condivisi da cui dipendono le operazioni, come cambi di gate, stato del turnaround, informazioni sui passeggeri. Il 71% degli aeroporti colloca ora la cybersecurity al primo posto tra le aree di focus IT complessive e il 68% la indica come principale driver degli upgrade infrastrutturali. Il settore sta rispondendo: il 64% degli aeroporti applica già l’AI alla cybersecurity per rilevare prima le anomalie e ridurre i tempi di risposta, in aumento rispetto al 51% del 2024.

La transizione verso credenziali di identità digitale emesse da compagnie aeree e aeroporti sta accelerando nettamente. Il 64% delle compagnie aeree prevede di utilizzare credenziali emesse direttamente, in aumento rispetto al 32% del 2024, e il controllo di frontiera biometrico, già attivo nel 54% degli aeroporti, dovrebbe raggiungere l’83% entro il 2028. La tecnologia è pronta e l’investimento è stato impegnato. La chiave per generare valore è il coordinamento: il 57% delle compagnie aeree cita la cooperazione degli aeroporti come requisito principale per scalare le identità digitali, in aumento rispetto al 40% dell’anno precedente. Un programma di identità funziona solo quando ogni touchpoint nel percorso del passeggero riconosce in modo coerente lo stesso record. Senza questo allineamento, l’infrastruttura esiste, ma il beneficio no.

I dati sulla sostenibilità presenti nel report di quest’anno raccontano la stessa storia. Il focus è più forte dove un singolo operatore possiede il dato e la decisione: l’83% delle compagnie aeree sta implementando programmi di rinnovo della flotta, il 67% sta approvvigionando Sustainable Aviation Fuel in località selezionate e il 75% degli aeroporti utilizza sistemi di gestione degli edifici per monitorare l’energia dei terminal. Tuttavia, l’adozione del tracciamento delle emissioni totali e della misurazione del carbonio in area airside, entrambi capacità che richiedono una condivisione dei dati coerente tra compagnie aeree, ground handler e infrastrutture, resta al di sotto del 20%.

Questo schema non è una coincidenza. Tra AI, cybersecurity, identità digitali e sostenibilità, il report rileva lo stesso limite: i progressi sono più avanzati dove i dati sono coordinati tra sistemi e partner. “Tra AI, cybersecurity, identità digitali e sostenibilità, gli operatori indicano lo stesso vincolo: dati che non fluiscono liberamente tra sistemi e partner. È ricorrente in ogni area che abbiamo misurato. Il coordinamento dei dati non è una priorità futura. È ciò che sta limitando i risultati oggi”, ha concluso Lavorel.