Firmato il Contratto di Programma tra Enac e SAC (Società Aeroporto di Catania che gestisce lo scalo) che prevedono nuove risorse per l’aeroporto Fontanarossa. Pianificati, per il quadriennio, investimenti infrastrutturali sullo scalo catanese per oltre 340 milioni di euro, volti al miglioramento continuo della qualità dei servizi, al rafforzamento della sicurezza e al contenimento dell’impatto ambientale, secondo le Linee Guida Enac e gli obiettivi UE in materia di sostenibilità.
Aeroporto di Catania, interventi per la sicurezza dei viaggiatori
La sottoscrizione del Contratto, firmato dal Direttore Generale Enac Alexander D’Orsogna e dall’AD SAC Nico Torrisi, è avvenuta all’esito dell’iter istruttorio condotto dalle strutture tecniche Enac, anche sulla base della documentazione prodotta dal gestore e dei nuovi diritti aeroportuali definiti con l’Autorità di regolazione dei trasporti.
Il Presidente Enac Pierluigi Di Palma ha espresso grande soddisfazione per il risultato conseguito, ribadendo l’utilità dello strumento contrattuale per la pianificazione sostenibile degli investimenti infrastrutturali, che garantiscono all’utenza l’implementazione dei livelli di sicurezza, l’efficientamento energetico e l’adeguamento agli standard prestazionali europei.
Sequestro di tabacchi a tre donne all’aeroporto di Catania
Nelle scorse ore la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 105 kg di TLE (tabacchi lavorati esteri) di contrabbando confezionati in oltre 520 “stecche” all’aeroporto di Catania. Gli interventi hanno riguardato 3 passeggere, di cui 2 cittadine ivoriane e 1 camerunense, in arrivo dallo scalo di Roma – Fiumicino, tutte con partenza rispettivamente dal Camerun e Costa D’Avorio e transito dall’Etiopia, che sono state sottoposte a controllo da parte dei finanzieri e dei funzionari doganali, insospettiti dal loro atteggiamento irrequieto mentre attendevano il ritiro delle valigie ai nastri di consegna. Le ispezioni dei bagagli hanno consentito di rinvenire al loro all’interno e sottoporre a sequestro centinaia di pacchetti di sigarette prive del contrassegno di Stato e destinate a un circuito di distribuzione parallelo e illegale, che avrebbe fruttato proventi stimati di oltre 30.000 euro.
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