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Aeroporti, Palermo chiede di estendere la validità delle autorizzazioni ambientali: “Verso nuovo Masterplan”

Aeroporti, Palermo chiede di estendere la validità delle autorizzazioni ambientali: “Verso nuovo Masterplan”
Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo – voli – scalo di Punta Raisi – Imagoeconomica

L’ultima era in scadenza al 31 dicembre scorso.

Una proroga di cinque anni per arrivare al compimento delle opere di sviluppo aeroportuale già previste, nell’attesa di procedere con una nuova pianificazione che guardi a un futuro a lungo termine.

È l’obiettivo a cui punta la Gesap, la società che gestisce lo scalo Falcone e Borsellino di Palermo, con l’istanza recapitata poco prima di Natale al ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo energetico.  Al centro dell’attenzione c’è la scadenza delle autorizzazioni ambientali su cui poggia il Masterplan 2010-2025. Il piano ottenne il nulla osta tecnico da Enac nel 2010, prevedendo investimenti per un totale di 322 milioni di euro, da sviluppare in tre fasi: a breve, medio e lungo termine, ognuna della durata di cinque anni. L’ultima era in scadenza al 31 dicembre scorso.

Cosa è stato fatto e cosa resta da fare

“Il Masterplan è stato elaborato quale documento strategico e programmatico, finalizzato a garantire la progressiva adeguatezza delle infrastrutture air side e land side alle esigenze operative, tecnologiche e ambientali del sedime aeroportuale, assicurando al contempo la compatibilità con il contesto territoriale e paesaggistico circostante”, si legge nella relazione presentata da Gesap al ministero per dare contezza dello stato di attuazione delle opere.

Gli interventi fin qui ultimati riguardano quelli inseriti nei Pqi (programmi quadriennali degli investimenti) 2016-2019 e 2020-2023, mentre sono in corso quelli inclusi nel Pqi 2024-2027, riguardante perlopiù la riqualificazione funzionale delle aree air side e del terminal passeggeri, oltre che la prosecuzione del programma di efficientamento energetico.

“Restano da avviare alcune opere di rilievo e quelle di nuova concezione (ad esempio il parco ambientale, la struttura alberghiera, la nuova porta occidentale), la cui fattibilità dovrà essere rivalutata alla luce dell’evoluzione del quadro strategico nazionale e regionale dei trasporti”, viene riportato nel documento.

I motivi dei ritardi

Per spiegare la necessità di arrivare a una proroga della durata delle autorizzazioni ambientali a suo tempo ottenute da Gesap, la società elenca una serie di motivi. Il primo riguarda i tempi di avvio dei cantieri per alcune opere, per via di questioni finanziarie o tecniche. “È necessario il tempo per completare la progettazione esecutiva, adeguare i progetti alle normative più recenti (ambientali, di sicurezza, tecniche) e reperire le risorse finanziarie necessarie”, si legge.

Il secondo riguarda un aumento del traffico nello scalo palermitano, che non era previsto nel masterplan approvato quindici anni fa. “Si evidenzia che prevedeva 7,1 milioni di passeggeri e 76.301 movimenti al 2025, a fronte di un traffico effettivamente registrato al 2024 pari a 8,9 milioni di passeggeri e 63.088 movimenti – viene rimarcato –. Tali previsioni risultano superate e pertanto vengono rielaborate in relazione alla proroga richiesta al 2030. Le previsioni aggiornate prevedono al 2025 un traffico pari a 9,2 milioni di passeggeri e 60.960 movimenti, al 2030 un traffico pari a 10,2 mln di passeggeri e 67.635 movimenti”.

A incidere per Gesap è stato anche il cambio di normativa aeroportuale che ha introdotto nuovi obbligi in merito ai depositi di carburante, con conseguenza sulla pianificazione degli stoccaggi e dei punti in cui installare i serbatoi. “Serve tempo per analizzare le opzioni tecniche più sostenibili, tenendo conto anche del ricorso in corso al Tar da parte di Gesap”, scrive la società.

Sguardo al futuro

Con una spesa portata a consuntivo di 220 milioni sui 332 di investimenti ipotizzati al momento dell’approvazione del Masterplan, Gesap punta ad andare avanti nel percorso di sviluppo dello scalo Falcone e Borsellino.

“La società valuta l’opportunità di una variante al Master Plan vigente o la redazione di un nuovo Master Plan con orizzonte 2025–2040, in considerazione delle mutate condizioni di mercato, della domanda e delle priorità operative”, si legge nella relazione. Ed è proprio per questo che la proroga delle autorizzazioni in scadenza “consentirebbe di completare gli interventi previsti, ma anche di pianificare con maggior rigore le opere future”.

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