Aeroporto Trapani Birgi, l’accorpamento scelta “disperata” - QdS

Aeroporto Trapani Birgi, l’accorpamento scelta “disperata”

Vincenza Grimaudo

Aeroporto Trapani Birgi, l’accorpamento scelta “disperata”

mercoledì 15 Maggio 2019 - 00:05
Aeroporto Trapani Birgi, l’accorpamento scelta “disperata”

La sopravvivenza della struttura trapanese dipende dal nuovo assetto gestionale. La Regione siciliana punta alla fusione con un altro scalo tra Palermo e Catania

TRAPANI – Airgest dovrà fondersi con Palermo o Catania.
Il passaggio sarà obbligato se la società che gestisce l’aeroporto di Trapani vuole salvarsi e reggersi sulle sue gambe i un prossimo futuro. Il governo regionale, che detiene il 99 per cento delle azioni dell’Airgest, ha ribadito questa come unica soluzione per evitare la chiusura dello scalo trapanese sempre più in crisi.

“La nuova strategia aeroportuale siciliana richiede, necessariamente, la razionalizzazione dei costi e il miglioramento dei servizi delle società di gestione degli aeroporti dell’Isola – affermano gli assessori regionali Mimmo Turano e Marco Falcone -. Per questo, su mandato del presidente della Regione Nello Musumeci, qualora non dovesse concretizzarsi l’intesa tra l’Airgest e la Gesap di Palermo per la creazione di una unica società di gestione aeroportuale della Sicilia occidentale, abbiamo chiesto alla Sac di individuare un percorso per valutare la possibilità di una aggregazione tra gli scali di Catania, Comiso e Trapani”.

Già in questi giorni il commissario dell’Irsap, Giovanni Perino, su espressa richiesta del governo siciliano ha rappresentato all’assemblea dei soci di Sac l’opportunità di avviare trattative per l’acquisizione del controllo di Airgest, pur rimanendo privilegiata e razionale l’idea di un unico soggetto di gestione degli aeroporti della Sicilia occidentale.

“Definire l’acquisizione di Soaco da parte della Sac e individuare un percorso per aggregare anche Trapani, in alternativa alla trattativa già avviata con Palermo – sostengono ancora Turano e Falcone – sono due passaggi fondamentali per realizzare il progetto del presidente Musumeci sulla razionalizzazione del sistema aeroportuale in Sicilia. L’obiettivo del governo regionale, infatti, è favorire la creazione di una società unica per realizzare una concreta sinergia tra gli scali dell’Isola per migliorare i servizi, abbassare i costi e valorizzare i diversi territori in un’ottica di sviluppo economico e turistico”.

La Regione ha messo finora su Birgi 12 milioni e mezzo e altri 23 ne metterà per attivare le tratte sociali che collegheranno a breve l’aeroporto con Brindisi, Ancona, Trieste e Napoli. Manca solo il via libera del ministero a cui il piano è stato inviato. Da non dimenticare che è sempre in corso la gara per il co-marketing che assicurerebbe altri finanziamenti alle compagnie aeree.

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