Roma, 26 feb. (askanews) – AGCI Agroalimentare esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di nuovi dazi statunitensi sui prodotti agroalimentari italiani. L’associazione avverte che un aumento delle tariffe potrebbe alterare “in modo significativo” l’equilibrio delle filiere cooperative, con effetti diretti sulla competitività, sulla programmazione produttiva e sulla sostenibilità economica delle imprese associate.
L’eventuale estensione dei dazi a comparti ad alta vocazione export, come vino, formaggi, olio e conserve, infatti arriverebbe in un momento già segnato da costi di produzione instabili, tensioni logistiche e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva. In questo scenario, le cooperative, che operano con margini più contenuti e un forte radicamento territoriale, sarebbero tra i soggetti più esposti.
“Nuove tariffe doganali da parte degli Stati Uniti avrebbero un effetto a catena sulle nostre filiere – afferma il presidente di AGCI Agroalimentare, Antonello Capua – Le cooperative non possono assorbire aumenti improvvisi dei costi senza ripercussioni sulla redditività e sulla capacità di garantire valore ai soci produttori. Parliamo di settori che rappresentano un presidio economico e sociale per intere aree rurali. Per questo chiediamo un intervento immediato del Governo e della Commissione europea per scongiurare l’introduzione dei dazi e difendere la competitività del Made in Italy”.
Secondo AGCI Agroalimentare, l’applicazione delle misure tariffarie potrebbe tradursi in un calo della domanda statunitense, con ripercussioni sull’export e sul posizionamento competitivo; una compressione dei margini lungo la filiera, soprattutto per le cooperative di trasformazione; la perdita di quote di mercato a vantaggio di Paesi non soggetti a misure analoghe; un aumento dei costi di adeguamento legati a packaging, certificazioni e logistica e difficoltà nella programmazione agricola e nella stabilità dei redditi dei soci conferenti.
“Serve una risposta compatta e un negoziato solido – aggiunge Capua – L’Unione Europea deve presentarsi unita al confronto con Washington, evitando divisioni che indebolirebbero la posizione dei produttori europei. Le cooperative sono pronte a collaborare con le istituzioni, ma è indispensabile una strategia chiara per tutelare un settore che contribuisce in modo decisivo alla bilancia commerciale e alla reputazione internazionale dell’agroalimentare italiano”.

