Roma, 25 mar. (askanews) – Le aree interne tornano al centro del dibattito nazionale come snodo decisivo per il futuro del Paese e Agci, l’associazione generale cooperative italiane, sottolinea la convergenza tra mondo agricolo e cooperazione come un’opportunità concreta per costruire modelli di sviluppo sostenibili, inclusivi e capaci di generare valore diffuso. Non più soltanto territori da sostenere, ma veri e propri laboratori di innovazione sociale, economica e ambientale.
Tre le tre direttrici su cui lavorare: una strategia nazionale per le aree interne che superi la logica degli interventi frammentati e costruisca un quadro stabile di investimenti, incentivi e strumenti operativi. Il riconoscimento delle cooperative di comunità come attori centrali nella gestione dei servizi essenziali, nella valorizzazione delle filiere locali e nella tutela del territorio. E infine un modello di governance partecipata, in cui istituzioni, agricoltura e cooperazione lavorino insieme per garantire presidio, coesione e sviluppo sostenibile.
AGCI considera essenziale che il Governo apra un tavolo di confronto strutturato con le rappresentanze sociali ed economiche che operano quotidianamente nei territori più fragili. “La collaborazione tra il mondo delle Organizzazioni agricole professionali e il mondo cooperativo dimostra che esiste una visione condivisa, matura e pronta a tradursi in proposte concrete – spiega Massimo Mota, presidente nazionale di AGCI – La cooperazione, con la sua capacità di generare valore economico e sociale, rappresenta un ponte naturale tra comunità, imprese e istituzioni. Per questo accogliamo con favore ogni contributo che rafforzi un percorso comune, fondato su responsabilità, ascolto e progettualità condivisa”.

