‘Cavie virtuali’ per ridurre l’uso degli animali in alcuni passaggi dei test per lo sviluppo dei medicinali. L’Agenzia europea del farmaco Ema apre a un nuovo metodo per la ricerca preclinica che prevede di sostituire i gruppi di controllo standard composti da animali di confronto con gruppi di controllo virtuali appunto. Si tratta di una strategia che consentirebbe di diminuire il numero complessivo di ratti utilizzati in specifici studi di determinazione dell’intervallo di dosaggio.
Comunità scientifica, il parere sul possibile nuovo utilizzo delle cavie virtuali al posto degli animali. Come stanno le cose
Sul nuovo approccio metodologico è stata dunque pubblicata una bozza di parere per la sua qualificazione, predisposta dal Comitato per i medicinali a uso umano Chmp. E ora l’ente regolatorio Ue lancia una consultazione pubblica per raccogliere il contributo della comunità scientifica e delle parti interessate. La raccolta dei commenti sulla bozza di parere resterà aperta fino al 12 maggio. Qualificando questa nuova metodologia, il Chmp potrà accettare le evidenze scientifiche generate utilizzando gruppi di controllo virtuali (nel contesto d’uso definito) come scientificamente valide nelle future domande di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci.
Il reale impatto sugli animali e qual è il vero cambiamento previsto
“Sebbene – spiega l’Ema – la riduzione della sperimentazione animale sarà graduale, questo primo parere di qualificazione” per un approccio alternativo “utilizzato nella valutazione della tossicità crea un modello per le future applicazioni. Potenziali versioni del metodo potrebbero essere qualificate per l’uso in studi tossicologici in cui sono richiesti di routine gruppi di controllo”. Che impatto avrebbe questa mossa? “La sostituzione dei gruppi di controllo con ‘animali virtuali’ in tali studi avrebbe un impatto sostanziale sulla riduzione del numero totale di animali utilizzati. I gruppi di controllo virtuali vengono creati caratterizzando i dati di controllo e identificando gli ‘animali di confronto virtuali’ appropriati per gli animali trattati. Ciò avviene secondo una procedura operativa standard, utilizzando un approccio statistico integrato dal giudizio di esperti”. Lo riporta Adnkronos
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