PALERMO – In città non cessano le aggressioni ai danni dei rider, che non solo lamentano condizioni salariali critiche, ma sono anche diventati bersaglio dei malviventi. Solo lo scorso gennaio ci sono state sette aggressioni. Tantissimi i lavoratori che rischiano soprattutto nelle ore serali. Nel capoluogo siciliano a occuparsi delle consegne a domicilio ci sono 1.400 rider. Di questi, 1.200 lavorano per la piattaforma Glovo. E se prima le zone periferiche erano quelle più a rischio per questi lavoratori, adesso anche nelle zone centrali non hanno la possibilità di lavorare tranquilli.
Rapine rider Palermo centro: Politeama, Zisa e via Roma tra le zone più colpite
Rapine e aggressioni sono in aumento, soprattutto nella zona del quartiere Politeama: via principe di Scordia e via Amari e anche in altre zone, alla Zisa e in via Roma, oltre alle storiche zone come Ballarò, la Vucciria, la Kalsa e quella di piazza Marina. Per questo motivo Cgil, Filt e Nidil hanno chiesto e ottenuto un incontro con la Prefettura, che si è tenuto in questi giorni.
“Abbiamo sottolineato che i rider non hanno un ufficio nel quale lavorare ma il loro ufficio è la strada. Quindi tutte le problematiche sociali che sta attraversando la città di Palermo e che stanno vedendo una escalation, colpiscono immediatamente i rider che subiscono già da tempo tutte le problematiche strutturali della città di Palermo e adesso anche delle violenze personali e furti”, ha spiegato il segretario generale Nidil Cgil Palermo Francesco Brugnone al Quotidiano di Sicilia. “Adesso sono vittime di gruppi anche armati – ha aggiunto Brugnone – che li prendono di mira per rubare i loro mezzi di lavoro e i loro cellulari (che sono personali e non aziendali). Tutto ciò va ad aggravare una condizione lavorativa ed economica che è già molto problematica (retribuzioni definite sotto il limite della povertà) , come evidenziato dal commissariamento di Glovo a opera della Procura di Milano”.
Furti e violenze contro rider Palermo: cellulari e mezzi di lavoro nel mirino
I malviventi entrano in azione con la stessa modalità: affiancano il rider a bordo di uno scooter e strappano dal manubrio il cellulare, impedendogli così di lavorare o, ancora peggio, lo seguono sino al domicilio della consegna e lì gli rubano la bici elettrica o il monopattino. “Nel caso del furto dei beni aziendali – ha sottolineato Brugnone – oltre al trauma dell’aggressione, si registra la beffa della possibile responsabilità di doverne rispondere nei confronti dell’azienda anche in termini economici”.
Intanto le pagine di cronaca non lesinano i racconti di aggressioni nei confronti di questa categoria di lavoratori. Gesti di violenza da parte del branco: pugni, calci, colpi di casco ai danni dei rider o dei loro mezzi, quando non gli vengono sottratti. Basta andare a ritroso per vedere che già dal 2020 si sono registrate delle aggressioni.
Sicurezza rider Palermo: le denunce da Brancaccio, Cep e piazza Bellini
È successo, ad esempio, a Brancaccio, a un uomo di 36 anni, che aveva affidato la sua denuncia anche ai social, scrivendo: “Un gruppo di bambini dell’età di 10/12 anni ha deciso che la mia giornata lavorativa doveva finire lì. Senza un preciso motivo mi hanno aggredito tirando pugni e calci alla sacca, quindi rovinando la merce e rendendo di fatto nullo l’ordine”.
“Naturalmente – ha continuato – ho dovuto interrompere il mio turno e dopo essere stato in ospedale mi trovo a casa con un bel trauma toracico e una settimana di stop davanti a me”. Ma anche nel quartiere Cep una denuncia d’aggressione, dove un rider è stato pestato dal branco per aver rifiutato il pagamento della merce con soldi falsi. E ancora in piazza Bellini, stavolta ai danni di un ragazzo di 22 anni colpito a pugni e calci e lasciato per terra. E poi c’è il pestaggio in pazza Principe di Camporeale, dove il rider è stato aggredito per essersi rifiutato di portare il cibo al piano. Abbiamo contattato la Questura, dalla quale hanno fatto sapere che, per il momento, non ci sono comunicazioni in merito alla questione rider.

