Rimangono da chiarire le circostanze della morte del siciliano Agostino Conigliaro, originario di Palermo, colto da un malore durante un intervento dei carabinieri a Lodi. L’episodio culminato in tragedia è avvenuto intorno alle 4.30 di domenica mattina. Sono in corso le indagini della Procura di Lodi, che ha disposto l’autopsia sul corpo del 39enne.
Agostino Conigliaro, la morte dopo un intervento dei carabinieri a Lodi
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, al vaglio degli inquirenti, i carabinieri avrebbero fermato il 39enne mentre dava in escandescenza all’interno di un residence a Lodi. L’uomo, però, sarebbe stato colto da un improvviso malore, forse un arresto cardiaco. Soccorso dai carabinieri, dai residenti e da una volante della polizia dotata di Dae (defibrillatore semiautomatico), è stato trasferito in codice rosso all’ospedale di Lodi. Lì è morto ieri.
A richiedere l’intervento delle forze dell’ordine erano stati i residenti dell’area, svegliati nel cuore della notte dalle urla del 39enne, visto poi arrampicarsi su un ponteggio in evidente stato di alterazione.
Le indagini
A chiarire le cause del decesso sarà l’autopsia, disposta dalla Procura di Lodi. Dall’esame cadaverico non sarebbero emersi segni particolari. C’è però una testimonianza che ha attirato l’attenzione. Secondo quanto riporta l’Ansa, Agostino Conigliaro sarebbe stato sentito gridare “No, no, aiuto, basta, basta” durante l’intervento dei carabinieri, che lo avrebbero bloccato a terra. “Si sono rese necessarie manovre contenitive per proteggere la sua persona perché continuava a urlare e a agitarsi”, spiegano i militari. Alle urla “no”, “aiuto” e “basta”, i carabinieri avrebbero iniziato le prime manovre di soccorso. Poi, come è noto, è seguito il trasferimento in ospedale e – dopo diverse ore – il decesso.
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