Agricoltura in Sicilia, tra guerra e blocchi, si spera nei fondi di Stato ed Europa - QdS

Agricoltura in Sicilia, tra guerra e blocchi, si spera nei fondi di Stato ed Europa

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Agricoltura in Sicilia, tra guerra e blocchi, si spera nei fondi di Stato ed Europa

Roberto Pelos  |
giovedì 24 Febbraio 2022 - 13:23

Ammonta a due miliardi di euro l’importo previsto dalla Legge di Bilancio per il comparto agricolo italiano. Insieme a fondi Ue e Pnrr serviranno per il rilancio del settore primario

La Sicilia è interessata in questi giorni dai blocchi degli autotrasportatori per il caro gasolio. Blocchi che potrebbero creare notevoli disagi, tra gli altri, al comparto agricolo. Disagi arriveranno inevitabilmente anche dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. In attesa dell’evoluzione degli scenari in atto, facciamo il punto della situazione riguardante il mondo dei campi e delle coltivazioni nella nostra regione.

Ammonta a due miliardi di euro l’importo previsto dalla Legge di Bilancio per il comparto agricolo italiano. Lo riferiva pochi giorni fa il Ministero delle Politiche agricole. Ma in che situazione si trova, attualmente, il settore in Sicilia? Quali sono le prospettive? E in che modo vanno investiti i fondi statali nella nostra regione? Lo abbiamo chiesto ai rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria.

La voce di Confagricoltura Sicilia

Iniziamo con Rosario Marchese Ragona, al vertice di Confagricoltura Sicilia.

Rosario Marchese Ragona

“Nel comparto agricolo siciliano – ha affermato – c’è un grande entusiasmo da parte degli imprenditori, ma stiamo anche vivendo momenti drammatici per l’aumento, che io ritengo ingiustificato e smodato, dei costi di produzione che sono sicuramente più alti rispetto agli anni passati.

Prezzi delle materie prime alle stelle

I prezzi delle materie prime sono arrivati a livelli spaventosi e non è più remunerativo investire in agricoltura perché poi l’utile sui prodotti è ridottissimo se non addirittura azzerato a causa dei costi di plastiche, acciaio, concimi, carburante. C’è il pericolo serio che gli agricoltori non investano più e abbandonino le iniziative progettuali e il rischio che chiudano numerose Partite Iva e molte aziende, problema evidenziato anche dai dati della Camera di Commercio.

Come Confagricoltura, già a giugno abbiamo chiesto all’Assessorato di rivedere i prezziari regionali che sono fermi a cinque o sei anni fa. Per quanto riguarda i fondi messi a disposizione dalla Legge di Bilancio, è la politica che deve concordare su come spenderli, il mondo agricolo è pronto a investire se gliene viene data la possibilità e ne ha bisogno perché serve liquidità.

Per il resto il Made in Sicily è ormai consolidato sul mercato internazionale, abbiamo produzioni di ottima qualità, dovremmo avere la possibilità di vendere il prodotto un po’ di più e fare utile, cosa che oggi molte aziende non fanno. Però le posso dire che l’agricoltore c’è ed è sempre pronto ad andare avanti.

Contatti con l’Enel per la revisione degli impianti fotovoltaici

Ultimamente ci siamo incontrati con l’Enel, con la quale Confagricoltura ha una convenzione a livello nazionale, e ci hanno proposto la revisione degli impianti fotovoltaici, che molti di noi hanno in azienda, per adeguarli alle nuove tecnologie allo scopo di produrre ancora di più e ridurre l’importo in bolletta e abbiamo parlato anche con altri gruppi per fare l’agri-fotovoltaico nella previsione di potere abbassare il costo dell’energia,  ovviamente con tutte le autorizzazioni che sono necessarie e senza deturpare i nostri paesaggi, ma non è una cosa che può realizzarsi in breve tempo. Sta di fatto che attualmente c’è un enorme caro-bollette così come è alto il prezzo del carburante agricolo”. COSA DICE COLDIRETTI SICILIA. CONTINUA LA LETTURA

La voce di Coldiretti Sicilia

La parola, adesso, a Francesco Ferreri, presidente regionale di Coldiretti.

Francesco Ferreri

“In Sicilia c’è un comparto agricolo molto complesso e i settori sono tantissimi: il vitivinicolo, il vinicolo, gli ortaggi, la frutta, gli allevamenti sia da carne che da latte, la produzione di formaggi, il vivaismo, il florovivaismo, eccetera, e tutto ciò è dovuto all’unicità della nostra Isola che si trova al centro del Mediterraneo con caratteristiche sia orografiche che climatiche uniche che consentono una consistente produzione a livello agricolo.

Prodotti siciliani molto apprezzati all’estero

I prodotti siciliani sono molto apprezzati anche all’estero come si evince dai dati sull’export degli ultimi anni che ci danno una visione globale dell’agricoltura siciliana nel mondo. Questo significa però che noi dobbiamo essere competitivi, non dico dal punto di vista economico perché quello è dettato dai costi di produzione che cambiano da Paese a Paese per varie situazioni, ma che dobbiamo risolvere il problema infrastrutturale che comporta costi di produzione molto più alti rispetto ad altri Paesi d’Europa.

Questo deriva dal fatto che abbiamo difficoltà oggettive dal punto di vista logistico, costi superiori per le spedizioni e problemi ad arrivare in alcune zone di grandissime produzioni di qualità a causa delle cattive condizioni di alcune strade.

Altro problema quotidiano è il cambiamento climatico che oggi impone di avere a disposizione strutture più efficienti: parlo dell’approvvigionamento idrico, per il quale sono necessarie reti idriche differenti da quelle di dieci anni fa; altri problemi sono legati all’aumento dei costi di produzione per l’aumento dei prezzi delle materie prime e ai costi energetici”.

In arrivo 311 milioni per le opere idriche

Sul fronte del comparto idrico è giunto  un comunicato della Regione Siciliana che riferisce di un finanziamento di 311,6 mln di euro provenienti dal Fondo di Coesione e Sviluppo 2021-2027 per la realizzazione di opere idriche come la riqualificazione e la manutenzione reti idriche, mentre per quanto riguarda i costi di produzione e i rincari energetici, proprio Coldiretti, nei giorni scorsi, si è mobilitata in diverse piazze siciliane manifestando le proprie preoccupazioni per queste problematiche che danneggiano il settore.

Le delegazioni dell’associazione sono state ricevute dai rispettivi prefetti che hanno accolto le istanze contenute nei documenti presentati. “I rincari dell’energia – si legge tra l’altro in un comunicato – stanno avendo un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni, e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare”. Alle manifestazioni hanno partecipato anche sindaci e altri rappresentanti istituzionali.

Disponibile una gran varietà di fondi per il comparto

Tornando al presidente Ferreri, questo è il suo commento sui fondi statali: “In questo periodo abbiamo una quantità notevole di denaro a disposizione che ci consentirebbe di fare quel balzo in avanti per avere infrastrutture adeguate e per consentire a noi e a chi verrà dopo di noi di produrre ancora un’agricoltura di qualità e salubrità. I fondi disponibili sono in gran numero: legati al Pnrr, allo spostamento di bilancio, ci sono i fondi comunitari, ma occorre una cabina di regia che sia nelle condizioni di progettare e programmare, nel lungo periodo, gli interventi necessari affinché non si perda. Abbiamo, secondo me, l’obbligo etico soprattutto per chi verrà dopo di noi, di salvaguardare le nostre produzioni, che sono in gran quantità e le nostre tradizioni. Per quanto riguarda le prospettive, io da agricoltore non posso che essere ottimista: facciamo una grandissima agricoltura, abbiamo la possibilità di farla ancora meglio e di essere ancora più competitivi sui mercati”. COSA DICE LA CIA SICILIA. CONTINUA LA LETTURA

La voce della Confederazione italiana Agricoltori

Sentiamo adesso cosa ci dice Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia).

Rosa Giovanna Castagna

“In questo momento si registra un buon andamento dei prezzi di mercato per i cereali e un buon andamento per la campagna agrumicola, mentre ci sono delle difficoltà per quello che riguarda il prezzo del latte così come dell’uva da tavola. Il mercato della carne registra quotazioni adeguate, ma l’enorme incremento dei costi di produzione rischia di vanificare ogni valutazione positiva. Particolarmente gravi e preoccupanti per le imprese agricole sono gli aumenti dei prezzi dei mezzi tecnici di produzione, dalle sementi ai concimi, dai materiali di imballaggio al carburante, passando per le utenze, aumenti che se non accompagnati da prezzi adeguati nel 2022, potrebbero mettere ulteriormente in difficoltà le imprese, già colpite dai fenomeni siccitosi e dai fenomeni alluvionali che hanno compromesso le semine.

Le prospettive di sviluppo dell’agricoltura in Sicilia

Le prospettive di sviluppo per quanto concerne gli investimenti, possono provenire più da bandi ad hoc del Psr, ma negli stanziamenti della Legge di Bilancio possiamo trovare certamente misure interessanti a sostegno dell’imprenditoria agricola, alcune delle quali possono essere ben utilizzate dal mondo imprenditoriale siciliano.

L’inserimento di giovani e donne in agricoltura

Un capitolo certamente rilevante della Legge di Bilancio riguarda l’inserimento delle donne e dei giovani: sono previste al momento agevolazioni fiscali e previdenziali per favorire il ricambio generazionale femminile attraverso mutui agevolati per investimenti, mutui a tasso zero della durata massima di dieci anni, di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile, nonché un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile.

Un altro filone interessante per gli imprenditori siciliani riguarda le filiere agricole: sono previsti stanziamenti per far fronte ai gravi danni per gli incendi boschivi, per la vigilanza e il controllo in materia di pesca marittima, per la manutenzione del territorio forestale e montano, per la valorizzazione del territorio e delle pratiche agro-alimentari e agro-silvo-pastorali dichiarate patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco; stanziamenti sono previsti anche per promuovere lo sviluppo del comparto della frutta a guscio e per il sostegno del settore dell’apicoltura. Una menzione a parte riguarda invece il previsto sostegno per la cura e il recupero della fauna selvatica, che non contemplando minimamente il controllo della stessa, di fatto si potrebbe rivelare dannosa e del tutto controproducente per la tutela dell’agricoltura e la legittima tutela degli agricoltori”. COSA DICE L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA. CONTINUA LA LETTURA

Cosa fa la Regione per il comparto agricolo

La parola infine all’assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla.

Toni Scilla

“Il comparto in Sicilia va benissimo, perché stiamo utilizzando adeguatamente i Psr e l’Ogm vino, mettendo al centro gli interessi della piccola e media impresa e non le grandi imprese. Partiamo dal presupposto che noi questi programmi li abbiamo ereditati dal governo Crocetta, non sono stati integralmente partoriti dal governo Musumeci e nonostante tutto, conoscendo bene il tessuto produttivo dell’Isola, abbiamo modificato i bandi per rispetto alle esigenze appunto delle piccole e medie imprese e delle specificità territoriali e la spesa certificata da Bruxelles, al 31 dicembre 2021 che ha superato di quasi 100 mln di euro quella prevista, ha dimostrato la bontà di quest’ottimo lavoro.

È evidente che dobbiamo continuare su questa strada, riproporremo le misure importanti e strategiche, perché ci vuole una visione di sviluppo dell’agricoltura che dal mio punto di vista è quella di puntare sulla valorizzazione del nostro agroalimentare: vino, zootecnia, agrumi, olio che sono prodotti di assoluta qualità e occorre la giusta comunicazione per conquistare i mercati, tanto è vero che abbiamo messo in atto misure volte a rendere possibile l’espansione anche nei mercati esteri.

Prevista la partecipazione a diverse fiere di settore

Parteciperemo anche ad alcune fiere importanti e strategiche a partire dal VinItaly, dov’è anche presente la fiera dedicata all’olio ad aprile, la fiera dell’ortofrutta a Berlino e la fiera di Genova dedicata al florovivaismo.

In contatto con Roma per la definizione della nuova Pac

Per quanto riguarda i fondi della Legge di Bilancio aspettiamo che il Governo centrale possa rendere fruibili queste somme. Sappiamo di queste scelte ma, sul piano pratico dobbiamo ancora vedere i provvedimenti conseguenziali. Abbiamo un’interlocuzione aperta con Roma che riguarda anche la definizione della nuova Pac e quindi vedremo di beneficiare di queste somme che, riguardo alla Finanziaria, ci sono a parole ma non ancora nei fatti”.

All’assessore abbiamo chiesto se la Regione Siciliana ha modo di intervenire sui costi di produzione, giudicati come detto in precedenza, troppo alti dalle associazioni di categoria. “È un problema planetario: i costi energetici e delle materie prime stanno mettendo in difficoltà le imprese. Il presidente Draghi avrebbe detto di volere utilizzare sette mld di euro per abbattere questi costi, noi stiamo usando i piani integrati di filiera che servono a creare appunto una filiera, dal produttore al consumatore e consentire alla materia prima di potere avere un prezzo del mercato superiore, a partire ad esempio dal prezzo del latte che è davvero insignificante”.

Roberto Pelos

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