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Agrigento capitale della Cultura 2025 chiude il sipario. Ecco il bilancio di un anno di attività

Agrigento capitale della Cultura 2025 chiude il sipario. Ecco il bilancio di un anno di attività
Da sin. sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, presidente Fondazione Agrigento2025 Maria Teresa Cucinotta, assessore Beni Culturali Regione Siciliana Francesco Paolo Scarpinato, sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi

Il resoconto dei 44 progetti del dossier avviati nel 2025 da Agrigento capitale della Cultura

Agrigento Capitale Italiana della Cultura si è conclusa ufficialmente questa sera col passaggio di testimone a L’Aquila, capitale nel 2026. L’anno appena trascorso, che ha visto la città impegnata in un lavoro articolato di produzione culturale, rigenerazione urbana, attivazione di nuovi spazi e costruzione di reti territoriali, proseguirà il suo impegno con il proseguimento dei progetti avviati.

 “Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 ha dimostrato come una visione condivisa tra istituzioni possa trasformarsi in risultati concreti e duraturi per i territori – interviene il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – . La Regione Siciliana ha accompagnato e sostenuto questo percorso, riconoscendo nella cultura un motore strategico di sviluppo, coesione e identità. L’eredità lasciata da questo anno straordinario rappresenta una base solida su cui continuare a investire, affinché la Sicilia rafforzi il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale e internazionale”. Presente alla cerimonia di passaggio di consegne, al Teatro Pirandello di Agrigento, l’assessore ai beni Culturali della Regione Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che ha sottolineato come “è stato un anno importante e difficile, ma noi siciliani sappiamo trasformare difficoltà in opportunità. La Regione è stata al fianco di Agrigento, mettendo in atto quei principi unici che fanno sì che la cultura sia il cuore pulsante, il motore dello sviluppo e dell’identità di quest’Isola. Il mio grazie va alla Soprintendenza di Agrigento e alla Valle dei Templi che per il secondo anno taglia il traguardo del milione di visitatori”. 

Francesco Miccichè: “Interventi che rafforzano la rete culturale della città”

“Il fermento culturale vissuto in questo anno non si esaurisce – dice il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, che ha formalmente consegnato il titolo al collega de L’AquilaPierluigi Biondi – non è stata pensata come un semplice calendario di eventi, ma abbiamo lavorato per costruire un sistema culturale duraturo, capace di connettere spazi, persone e iniziative. Durante l’anno abbiamo investito in modo strutturale nella cultura, puntando su spazi e iniziative che diventano patrimonio stabile della città: il Museo multimediale Metaphorà, nell’ex Collegio dei Padri Filippini, restituito alla comunità come luogo innovativo di racconto e fruizione; il Teatro Pirandello che ha confermato il suo ruolo centrale di presidio culturale e produzione artistica; e l’ex Carcere di San Vito, reso fruibile come spazio di memoria e riflessione. Sono in corso i lavori per il nuovo Museo Civico, un investimento concreto per il futuro culturale di Agrigento. Si tratta di interventi che hanno rafforzato la rete culturale della città e consolidato la sua visibilità a livello nazionale”.

Tutti i 44 progetti del dossier sono stati avviati durante l’anno e riguardano eventi, mostre, festival, percorsi educativi, interventi artistici, attività di ricerca e infrastrutture digitali, con il coinvolgimento di artisti nazionali e internazionali, nonché di istituzioni culturali, enti locali, operatori, associazioni e comunità.

La presidente della Fondazione Agrigento 2025: “La città investe in un percorso di crescita”

“Il 2025 è stato un anno di lavoro intenso, complesso e spesso faticoso. – ha detto il presidente della Fondazione Agrigento2025 Maria Teresa Cucinotta – Accanto ai risultati organizzativi, ciò che considero più significativo è stato il riscontro delle scuole, delle associazioni e degli operatori che hanno partecipato e sostenuto le iniziative durante tutto l’anno. Agrigento ha dimostrato di avere una domanda reale di cultura e di essere pronta a investire in un percorso di crescita che non si esaurisce con il 2025, ma che da qui può continuare”.

La conclusione dell’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 è il termine di una esperienza unica, ma anche l’inizio di nuove consapevolezze per proseguire i progetti e renderli ancora più competitivi sul suolo regionale e nazionale. Nel concreto , i risultati ottenuti spaziano dalla rigenerazione urbana attraverso il recupero di aree della provincia, la costruzione di reti e di strumenti digitali attivati e comunità coinvolte. Su tutto questo potranno innestarsi le politiche culturali dei prossimi anni, con una base che non è fatta solo di eventi conclusi, ma di infrastrutture, competenze e pratiche ormai operative. “I 44 progetti del dossier hanno trovato attuazione e una parte rilevante di essi è oggi entrata stabilmente nella vita culturale e nei servizi della città: dentro questo quadro, alcuni non si esauriscono con la fine del 2025, ma proseguiranno come patrimonio operativo della città e del territorio” interviene il direttore generale di Agrigento2025, Giuseppe Parello.

“L’anno di Capitale italiana della cultura è stato molto impegnativo ma al tempo stesso gratificante per l’ente da me diretto – spiega Roberto Sciarratta, direttore del Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi – Gli uffici del Parco hanno operato intensamente sia a supporto della Fondazione Agrigento2025, come stazione appaltante dei progetti del dossier di candidatura, sia per la realizzazione delle iniziative volute dalla Regione Siciliana, tra cui il concerto de Il Volo e quello del maestro Riccardo Muti, nello scenario millenario del Tempio della Concordia. Il Parco ha inoltre promosso e concluso numerosi appuntamenti, come il ritorno dopo 200 anni della collezione Panitteri e del Melqart di Sciacca, insieme a molte iniziative di animazione territoriale che hanno valorizzato anche il centro storico di Agrigento. Desidero infine ricordare che, grazie a una convenzione con il Comune capoluogo, il Parco ha dotato la città di bagni pubblici moderni e di un infopoint a servizio di turisti e cittadini, contribuendo a garantire servizi anche oltre il 2025”.

I progetti che continueranno nel 2026

Le manifestazioni che avranno una nuova edizione nel 2026 sono il Premio letterario Mandrarossa, a Sphairos con i suoi “peripati”, i percorsi filosofici nei luoghi della classicità, agli incontri della Via degli aromi; e le nuove tappe della Strada degli scrittori. I luoghi, patrimonio della comunità, che proseguiranno le loro attività di promozione del territorio sono il Giardino della Pace nato tra Caltabellotta e Ribera, il recupero dell’ex carcere di San Vito destinato a polo culturale, il Museo del Corallo di Sciacca, fino al supporto scientifico all’osservatorio astronomico di Comitini, che aprirà in primavera. Porteranno il logo di Agrigento2025 anche le installazioni di Edoardo Malagigi e di Efy Spyrou che gireranno il mondo, la Suite Empedocle del Conservatorio Toscanini, il videogioco Rizomata e la pubblicazione delle tavole grafiche di Daniela Vetro. Infine un documentario-video di Andrea Vanadia ripercorre tutte le tappe di Agrigento2025.

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