Un’altra inchiesta scuote il Comune di Agrigento. La Squadra Mobile diretta dal vicequestore Vincenzo Perta da questa mattina sta eseguendo alcune perquisizioni, disposte dalla Procura di Agrigento guidata dal procuratore Giovanni Di Leo, a carico di diversi indagati.
Gli agenti si sono recati negli uffici comunali di piazza Gallo, dove ha sede l’ufficio tecnico, e poi al Comune di Agrigento dove hanno sequestrato pc, telefoni, documenti e fascicoli. Al centro dell’inchiesta l’appalto di oltre 3 milioni di euro per i lavori di manutenzione straordinaria della Mosella, importante arteria stradale che unisce la strada statale 640 alla strada statale 115.
Comune di Agrigento, inchiesta su appalti e blitz della Polizia: i nove indagati
Nove le persone finite nel registro degli indagati che, oltre a subire le perquisizioni, hanno ricevuto anche un avviso di garanzia. Si tratta degli imprenditori favaresi Antonino Milioti, 46 anni, Diego Caramazza detto “Dino” 45 anni, Federica Caramazza, 37 anni, Calogero Valenti, 50 anni. Tra gli indagati ci sono anche due funzionari del Comune di Agrigento: l’architetto Gaspare Triassi, 63 anni, e Vincenzo Galletto, 66 anni. E poi ci sarebbero anche l’ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, l’architetto Alessandro Rizzo, 43 anni, e Giovanna Palillo, 30 anni, titolare di un’impresa. Tutti devono rispondere per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità e frode nelle pubbliche forniture.
La reazione del sindaco di Agrigento, Michele Sodano: “Confidiamo che venga chiarito ogni aspetto di questa vicenda”
“Massima collaborazione agli inquirenti su vicende antecedenti al nostro insediamento. Fare chiarezza è nell’interesse di Agrigento”
Questa mattina, in Comune, abbiamo appreso delle perquisizioni in corso. Corre l’obbligo di precisare che gli accertamenti riguardano vicende risalenti a un periodo antecedente all’insediamento dell’attuale amministrazione, che assicura la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine.
Confidiamo che ogni aspetto venga chiarito integralmente nell’interesse della città e dei cittadini. Ben vengano gli accertamenti dell’autorità giudiziaria laddove vi siano anomalie da verificare: fare piena luce sui fatti è un dovere verso Agrigento e un segnale di trasparenza nei confronti della comunità.
Per questa ragione esprimiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e auguriamo loro buon lavoro”.
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