La polizia ha arrestato un uomo di 34 anni agrigentino, disoccupato e senza fissa dimora, colpevole di avere aggredito con calci e pugni un infermiere dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. L’episodio di violenza è accaduto venerdì sera quando il sanitario aveva chiesto al trentaquattrenne di liberare la barella che occupava senza alcuna necessità ospedaliera perché serviva per un paziente. La reazione dell’uomo è stata violenta, colpendo con calci e pugni l’infermiere.
I colleghi della vittima hanno subito chiamato la polizia, ma l’aggressore nonostante l’arrivo degli agenti non si è calmato: ha continuato a minacciare di morte con frasi violente l’infermiere. Da tempo, l’uomo sarebbe abituato a bivaccare nell’area di emergenza dell’ospedale agrigentino dormendo sulle barelle.
Calci e pugni ad infermiere, arrestato aggressore
La polizia ha arrestato l’uomo con l’accusa di minacce gravi e lesioni personali a Pubblico Ufficiale in servizio
Pestato a sangue per un litigio sui cani: mano pesante della Procura, chiesti 3 arresti
Rimanendo in tema di aggressioni, sempre nell’Agrigentino un uomo si trova in rianimazione dopo essere stato massacrato di botte brutalmente al termine di una lite per la presunta sporcizia dei cani. Per quell’episodio, avvenuto il 13 ottobre scorso a Canicattì, la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per tre uomini, accusati di aver aggredito selvaggiamente un vicino di casa. La vittima, colpita con calci e pugni, versa ancora in condizioni gravissime ed è ricoverata nel reparto di terapia intensiva.
La richiesta della Procura
Sotto inchiesta ci sono tre cittadini rumeni di 20, 35 e 52 anni. Il pubblico ministero Gaspare Bentivegna ha avanzato la richiesta di arresto, ora al vaglio del gip Iacopo Mazzullo, che dovrà decidere se accoglierla dopo l’interrogatorio preventivo degli indagati.
Le versioni a confronto
I tre uomini, difesi dall’avvocato Paolo Ingrao, hanno sostenuto di essere stati aggrediti per primi con un coltello e di aver reagito per legittima difesa. Una versione che contrasta con la ricostruzione della Procura.
La dinamica dell’aggressione
Secondo gli inquirenti, tutto sarebbe nato da un litigio legato alle pessime condizioni igieniche in cui la vittima avrebbe tenuto i propri cani. La discussione sarebbe poi degenerata: i tre avrebbero inseguito il vicino, lo avrebbero scaraventato contro la porta della sua abitazione, facendogli battere violentemente la testa a terra, per poi continuare a colpirlo fino a farlo perdere i sensi.
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