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Agrigento, sequestrate case e terreni alla famiglia del boss di Sciacca

Agrigento, sequestrate case e terreni alla famiglia del boss di Sciacca

I finanzieri dei comandi provinciali di Palermo e Agrigento, su decreto della sezione misure di prevenzione del tribunale, hanno eseguito la misura che arriva dopo accertamenti patrimoniali che avrebbero evidenziato una forte sproporzione tra beni accumulati e redditi dichiarati

Sequestrate due case, un magazzino e 17 terreni agli eredi dello storico capo della famiglia mafiosa di Sciacca Salvatore Di Gangi, ritenuto vicino a Totò Riina e morto nel 2021.

Il provvedimento

Agrigento, sequestrate case e terreni alla famiglia del boss di Sciacca

Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri dei comandi provinciali di Palermo e Agrigento su decreto della sezione misure di prevenzione del tribunale. La misura arriva al termine di accertamenti patrimoniali che avrebbero evidenziato una forte sproporzione tra i beni accumulati e i redditi dichiarati.

Di Gangi era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa e aveva scontato lunghi periodi di detenzione. Le indagini si sono concentrate anche sui familiari, destinatari del sequestro.

Il procedimento è in fase preliminare: la misura è stata disposta in attesa del contraddittorio davanti al tribunale.

“Colluso con la mafia”: maxi sequestro a imprenditore nell’Agrigentino

Nei giorni scorsi, la guardia di finanza del comando provinciale di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro da 4 milioni di euro, emesso dal tribunale di Palermo – sezione Misure di prevenzione, nei confronti di un imprenditore di Sciacca, in provincia di Agrigento, attivo nel settore della rivendita di prodotti nel settore edile e considerato “colluso con la mafia”.

Il sequestro è stato disposto dopo un procedimento di prevenzione avviato sulla scorta delle risultanze emerse da una precedente inchiesta giudiziaria che aveva portato, nel luglio 2024, all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare e alla disarticolazione della famiglia mafiosa egemone sulla città agrigentina.

L’imprenditore sarebbe stato arrestato in passato per i reati di associazione di tipo mafiosousuraestorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Dopo gli ultimi accertamenti eseguiti dalla finanza su delega della Procura della Repubblica di Palermo e finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale dell’uomo (e del relativo nucleo familiare), i militari avrebbero accertato una situazione di costante sperequazione tra fonti di reddito e impieghi. Un “sintomo di un arricchimento illecito“, secondo i finanzieri.

Il provvedimento

Il tribunale di Palermo – sezione Misure di prevenzione ha disposto nei confronti dell’imprenditore di Sciacca ritenuto vicino alla mafia il sequestro di:

  • una società operante nel settore edile;
  • una villa e due fabbricati siti a Sciacca;
  • un terreno a Sciacca;
  • 8 rapporti finanziari;
  • due auto.

Beni dal valore complessivo stimato di circa 4 milioni di euro. Il provvedimento è stato disposto in attesa del contraddittorio che avrà luogo successivamente.

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