Roma, 26 giu. (askanews) – Forte preoccupazione in merito ai contenuti emersi dal recente Report annuale dell’Icqrf, l’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi, dal quale si evince una “significativa sproporzione” nel regime sanzionatorio applicato al settore dell’agricoltura biologica rispetto ad altri comparti del sistema agroalimentare nazionale. Lo sottolinea in una nota l’associazione italiana per l’agricoltura biologica, Aiab.
“Se l’obiettivo del Governo è quello di penalizzare il comparto che più rappresenta l’eccellenza agroecologica italiana, allora possiamo dire che è tristemente centrato – commenta Giuseppe Romano, presidente di Aiab – Il biologico rappresenta una realtà economica che conta oltre 94.000 operatori, oltre 80.000 aziende agricole, che contribuisce in maniera significativa all’export del Made in Italy, tutela i suoli e rappresenta una delle principali strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici. Eppure, oggi è sottoposto a un impianto normativo e sanzionatorio tra i più gravosi dell’intero settore primario”.
Aanalizzando i dati ICQRF 2024, il settore biologico ha subìto una media per sanzione di oltre 6.000 euro contro i 1.300 per sanzione di altri comparti dell’agroalimentare regolamentato. “Ciò che risulta allarmante – prosegue Romano – è che il biologico, settore strutturalmente soggetto a controlli più frequenti e onerosi, venga trattato con un accanimento normativo che, se non riformato, rischia di svuotare il comparto di operatori, scoraggiando l’adesione e mettendo a rischio una parte strategica della transizione agroecologica italiana”.
Aiab lancia quindi un appello al sottosegretario Luigi D’Eramo e al ministero dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per avviare con urgenza una revisione del Decreto Legislativo n. 148/2023, ritenuto eccessivamente penalizzante per le aziende biologiche e per tutto il comparto. Un impianto che “si è trasformato in uno strumento sproporzionatamente repressivo”.
Aiab evidenzia anche che nel 2024 il settore biologico è stato sottoposto a un’intensa attività ispettiva da parte dell’Icqrf, con oltre 12.700 controlli effettuati e 2.351 campioni prelevati per analisi ufficiali. Di questi, soltanto il 1,79% è risultato non conforme, una percentuale nettamente inferiore rispetto alla media generale del comparto. Infine tutti gli attori del biologico a fare fronte comune in una fase critica: “il biologico è sotto attacco. Occorre compattezza per ottenere una normativa più equa e sostenibile. Senza una risposta collettiva, rischiamo di assistere al progressivo smantellamento di uno dei settori più innovativi e virtuosi del nostro sistema agroalimentare”, conclude Romano.

