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Aic Pesca: dati Ue confermano settore pesca in crisi profonda

Aic Pesca: dati Ue confermano settore pesca in crisi profonda

Tra 2027 w 2023 occupazione -15%, lavoratori a tempo pieno -25%

Roma, 2 lug. (askanews) – “Il rapporto Social Data in EU Fisheries 2026 conferma quanto AIC Pesca aveva già rappresentato al Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis: il settore ittico europeo vive una crisi profonda, che riguarda lavoro, reddito e tenuta sociale delle comunità costiere”. Così Natale Amoroso, presidente di AIC Pesca, commenta i dati pubblicati il 22 giugno scorso, che evidenziano il calo dell’occupazione, l’invecchiamento della forza lavoro e la perdita di redditività del comparto.

Tra il 2017 e il 2023, l’occupazione nella pesca UE è diminuita del 15%, mentre i lavoratori a tempo pieno sono calati del 25%. Nello stesso periodo, gli over 40 sono passati dal 65% al 71% e gli under 40 sono scesi dal 31% al 26%. “Il ricambio generazionale è fermo perché il mestiere della pesca non offre più prospettive adeguate. Se i giovani non salgono più a bordo, il futuro delle marinerie è a rischio”, osserva Amoroso.

Il rapporto segnala inoltre che, a fronte di un calo del 12% delle imbarcazioni attive, i giorni in mare sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre gli sbarchi sono diminuiti del 25% in peso e del 23% in valore.

“Chi resta in mare lavora di più per guadagnare di meno. Le imprese sono strette tra restrizioni, aumento dei costi, calo della redditività e burocrazia. Non possiamo accettare che i pescatori continuino a fare da ammortizzatore sociale. L’Ue ci deve aiutare a invertire la rotta”. “Per AIC Pesca – conclude Amoroso – sostenibilità ambientale, economica e sociale devono procedere insieme. Servono formazione, Barca Scuola, regimi speciali di sicurezza sociale, misure per il coaching intergenerazionale, semplificazione per la piccola pesca artigianale e un bilancio adeguato alla transizione del settore con la previsione di quote ittiche dedicate. I dati non devono restare statistiche: devono diventare la base di un piano europeo per difendere lavoro, reddito, imprese e comunità costiere”.