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Aifo a Lollobrigida: rinviare applicazione Dm su consegna olive

Aifo a Lollobrigida: rinviare applicazione Dm su consegna olive

Entro 6 ore, o rischio paralisi. Lettera al ministro

Roma, 17 set. (askanews) – Rinviare di almeno un anno dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 460947 del 18 settembre 2024 che introduce per i commercianti di olive l’obbligo di consegnare la materia prima ai frantoi entro sei ore dall’acquisto presso l’olivicoltore. L’entrata in vigore è attualmente fissata al primo luglio 2025. L’associazione italiana frantoi oleari (Aifo) ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al sottosegretario con delega all’olivicoltura, Sen. Patrizio La Pietra, per segnalare le “gravi criticità applicative” del decreto.

Il rinvio, spiega il presidente di Aifo Alberto Amoroso, sarebbe indispensabile per consentire l’apertura immediata di un tavolo di confronto con tutte le rappresentanze della filiera e individuare soluzioni alternative che, pur tutelando la qualità del prodotto, non compromettano la libertà di mercato e la sostenibilità economica dei frantoi italiani.

Secondo Aifo, “seppur animata dall’intento di innalzare la qualità dell’olio extravergine, questa disposizione rischia di produrre effetti opposti e potenzialmente devastanti per la filiera. La rigidità del termine temporale rende infatti logisticamente impossibile il trasporto delle olive su medie e lunghe distanze, confinando l’approvvigionamento dei frantoi a un raggio molto limitato”, spiegano.

“Un vincolo di questo tipo non solo impedisce ai frantoi di selezionare cultivar provenienti da diverse aree del Paese, limitando la possibilità di produrre oli unici e distintivi, ma penalizza in maniera evidente le imprese che operano in territori a minore densità olivicola, riducendone drasticamente la possibilità di approvvigionarsi di materia prima”. In questo modo, secondo Aifo, il decreto rischia di segmentare il mercato, isolare i territori e creare una discriminazione basata unicamente sulla posizione geografica delle aziende.

Le ripercussioni per i frantoiani non si limiterebbero ai frantoi. Anche gli olivicoltori infatti “vedrebbero ridursi la platea di acquirenti, con il conseguente rischio di un calo dei prezzi e di una contrazione delle opportunità commerciali”. La norma quindi potrebbe finire “in realtà per impoverire la diversità dell’offerta nazionale, frenare l’innovazione e mettere a rischio la sopravvivenza di numerose imprese”.

“La qualità è un obiettivo che condividiamo pienamente – commenta Amoroso – ma deve essere perseguita con strumenti realistici e praticabili, in grado di garantire davvero la tenuta della filiera e la tutela dei consumatori. Con la campagna olearia ai nastri di partenza siamo convinti che l’interlocuzione con il Ministro e con il Sottosegretario si chiuderà positivamente, perché tutti abbiamo a cuore il bene della filiera olivicolo-olearia e il futuro di migliaia di imprese e lavoratori che ne fanno parte”.