Alberi e parchi aiutano l’umore e scoraggiano la microcriminalità - QdS

Alberi e parchi aiutano l’umore e scoraggiano la microcriminalità

redazione

Alberi e parchi aiutano l’umore e scoraggiano la microcriminalità

sabato 27 Aprile 2019 - 10:56
Alberi e parchi aiutano l’umore  e scoraggiano la microcriminalità

Nelle zone con viali alberati gli incidenti stradali sono decisamente inferiori a quelli nei quartieri senza verde. Gli arbusti assorbono il primo 50% delle precipitazioni, riducendo il rischio di inondazioni

BRONTE (CT) – L’importanza degli alberi in città non è solo una questione di ambiente e di estetica. Recenti studi sostengono che gli alberi e i parchi scoraggiano la microcriminalità, rapine e borseggi. Secondo l’accademia dei Georgofili di Firenze, gli alberi sarebbero un prezioso deterrente contro la microcriminalità, rapine e borseggi, e rappresentano così un presidio per la sicurezza dei cittadini. A Melbourne, dove gli amministratori sono riusciti a piantare fino a tremila alberi l’anno, il tasso di omicidi è crollato al 3,1 ogni 100 mila abitanti, contro una media mondiale del 6,2.

La presenza di verde, migliorerebbe anche l’umore dei cittadini, al punto da combattere la depressione e la solitudine. Una ricerca realizzata a Londra ha dimostrato che nei quartieri nei quali la densità delle piante ad alto fusto è più alta, il ricorso ai farmaci antidepressivi scende del 20%. Il fogliame degli alberi, infatti, rilascerebbe sostanze volatili, i monoterpeni, in grado di influire positivamente sul sistema immunitario.

Inoltre, è stato anche dimostrato che nelle zone con viali alberati gli incidenti stradali sono decisamente inferiori a quelli nei quartieri senza verde. La ragione sarebbe da ricondurre al fatto che il guidatore, circondato dal verde, si rilassa, non spinge a tavoletta sull’acceleratore, non ha una fretta ossessiva, e rallenta. Cioè guida con la necessaria cautela quando si circola in città.

Non a caso si moltiplicano gli orti e l’agricoltura urbana, compresa l’apicoltura sui tetti; aumentano gli spazi verdi ceduti ad associazioni di cittadini che li gestiscono; è diventata di moda l’architettura dei grattacieli e dei grandi palazzi con la verticalizzazione del verde. Il cemento, insomma, viene avvolto dalle piante. Quanto all’aspetto economico il florovivaismo in Europa vale una superficie di 210mila ettari con un fatturato che sfiora i 3 miliardi di euro.

Inoltre, gli alberi situati lungo le sponde di fiumi, torrenti e laghi riducono e prevengono l’erosione delle rive e degli argini, quindi gli straripamenti e le esondazioni dei corsi d’acqua e forniscono ripari che migliorano l’habitat naturale circostante. Assorbono il primo 50% delle precipitazioni, riducendo così il rischio di inondazioni e allagamenti delle strade e degli edifici.

Schermi di alberi e arbusti ben posizionati diminuiscono significativamente l’inquinamento acustico lungo le strade e le autostrade. Per non parlar poi del fatto che alberi e arbusti posizionati e mantenuti accuratamente, aumentano significativamente il valore commerciale sia degli immobili residenziali sia di quelli commerciali. Infatti, il mercato immobiliare ha immediatamente metabolizzato il dato e nelle zone alberate i valori delle case hanno avuto un’ulteriore impennata.

Le attività che hanno sede su strade alberate mostrano un aumento del 12% nel flusso dei reddito, che solitamente è un margine di vantaggio essenziale per il successo di un’attività commerciale di una cittadina o di un grande centro. Inoltre, non è da sottovalutare il fatto che la presenza di spazi verdi ben tenuti può contribuire ad educare al rispetto dell’ambiente e in generale dei beni pubblici.

Secondo lo studio Green cities index 2018, commissionato per TravelBird, Praga detiene il primato di città con più spazio verde tra le 50 città con maggiore superficie verde analizzate. Il 56,7% dell’area comunale della capitale della Repubblica Ceca è coperta di verde: inoltre, la città vanta anche il record di aree a giardino pubblico, 22,5 metri quadrati per abitante. Edimburgo si è classificata prima tra le città britanniche, mentre le più verdi degli Stati Uniti sono Washington e Los Angeles.

La città con il minor spazio verde a disposizione per abitante è invece Tokyo, appena 5 metri quadrati. Segue Istanbul (4,98) e Atene (6,45). Tra quelle esaminate, Roma è al settimo posto globale, con 166,47 metri quadri di verde pro capite, al decimo posto per quanto riguarda la percentuale di spazio verde (33,8%). La capitale primeggia anche per le riserve naturali, dove è seconda con 135 metri a testa dietro a Reykjavik.

Lo studio ha preso in considerazione le aree naturali, ovvero riserve, boschi e foreste, così come quei polmoni verdi creati artificialmente dall’uomo, come prati, giardini, parchi e campi da golf. A ciò si aggiungono i terreni sfruttati unicamente per la produzione alimentare, come vigneti, frutteti e in generale gli ampi appezzamenti agricoli.

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