Cosa hanno in comune il Festival di Sanremo, Massimo Ranieri, le Olimpiadi invernali e Alberto Tomba? All’apparenza nulla ma la risposta, più semplice di quanto non possa sembrare, è scritta nella storia e risale alla sera del 27 febbraio del 1988 quando la kermesse si fermò per la prima e unica volta nella sua lunghissima storia per lasciare spazio allo sport. E lo fece nella serata della finale che sarebbe stata vinta da Massimo Ranieri col brano intitolato Perdere l’amore.
Sì, la gara canora si fermò e con essa tutta l’Italia (alcuni quotidiani dell’epoca titolarono che tenne incollati davanti alla Tv 24 milioni di persone) per assistere alla seconda manche dello slalom speciale maschile in cui era impegnato Alberto Tomba, astro nascente dello sci mondiale.
La musica del Festival si ferma per lo sport
Alberto Tomba, all’epoca poco più che ventiduenne, aveva cominciato a vincere le sue prime gare di Coppa del Mondo qualche mese prima sempre nelle specialità dello slalom speciale e slalom gigante. Il suo primo successo fu al Sestriere il 27 novembre da lì fino a Calgary arrivarono altri sei successi.
Due giorni prima dello storico bis olimpico del 27 febbraio, il carabiniere di Bologna dominò lo slalom gigante grazie a una prima manche fuori dalla portata per i suoi avversari che gli permise di limitarsi a gestire l’enorme vantaggio di oltre un secondo accumulato nella prima metà di gara.
Tomba, dunque, dopo il primo oro all’esordio nella competizione a Cinque Cerchi, confermò il suo momento di grazia e di essere tra i favoriti anche nello slalom speciale di sabato 27 febbraio.
La Rai quella sera decise di interrompere momentaneamente il Festival di Sanremo con i presentatori Miguel Bosè e Gabriella Carlucci che diedero la linea alla pista di Nakiska per assistere alle fasi decisive della gara col commento di Marco Franzelli. E tutto fu ancora più epico ed emozionante perché il risultato non era scontato. Tomba era in lizza per una medaglia ma l’oro era tutto tranne che scontato.
La rimonta e il secondo oro di Tomba
Contrariamente a due giorni prima, infatti, Tomba non era in testa ma “solo” terzo al termine della prima frazione dello Speciale. Meglio di lui il tedesco dell’ovest (il muro di Berlino venne abbattuto nel novembre dell’anno dopo) Frank Worndl e lo svedese Jonas Nilsson che lo precedevano rispettivamente di 63 e di 18 centesimi di secondo.
All’apertura del cancelletto Alberto Tomba parte con la solita irruenza ma al primo intermedio è terzo, poi comincia la poderosa rimonta e a divorarsi i paletti. La sua azione è potente ed efficace ed è primo momentaneamente superando Paul Frommelt del Liechtenstein che era sceso poco prima di 37 centesimi.
Questo significava una medaglia sicura: sarebbe stato almeno bronzo dato che mancavano soltanto i due atleti che lo precedevano dopo la prima manche, Wornld e Nilsson.
Proprio lo scandinavo scende dopo Tomba ma sbaglia la sua prova e con l’undicesimo tempo di manche, retrocede fuori dal podio con 76 centesimi di ritardo sull’italiano.
Si comincia a far festa: Tomba è quantomeno argento. Solo Frank Worndl si frappone tra lui e l’oro. Anche il tedesco federale non riesce a ripetere quanto fatto nella prima frazione, va certamente meglio di Nilsson ma perde tutto il suo vantaggio e cede il gradino più alto del podio all’italiano per 6 centesimi.
Alberto Tomba entra nella storia con una doppietta d’oro d’autore. Celebrato qualche settimana più tardi con titoli evocativi sui giornali sportivi, uno fra tutti: “Tomba la bomba”.
Il medagliere azzurro a Calgary
Questa impresa permette alla spedizione azzurra di chiudere l’avventura canadese con cinque medaglie: i suoi due ori, l’argento di Maurilio De Zolt nella 50 km di fondo e i due bronzi conquistati da Johann Passler (lo zio di Rebecca Passler che è stata trovata positiva al doping a pochi giorni dall’inizio dei Giochi di Milano-Cortina 2026) nella 20 km del biathlon maschile e dalla staffetta 4×7,25 sempre nel biathlon maschile e ancora con Passler e Werner Kiem, Gottlieb Taschler e Andreas Zingerle.
Sanremo 1988 a Massimo Ranieri
Sanremo dopo gli applausi del pubblico del Teatro Ariston che va in visibilio per l’impresa sportiva, torna sui suoi binari, ossia alla gara canora che riparte con il brano di Raf (Inevitabile Follia).
Come detto vince Massimo Ranieri con Perdere l’amore, secondo posto per Toto Cutugno con Emozioni, sul terzo gradino del podio Luca Barbarossa con L’amore rubato. Canzone quest’ultima che non mancò di suscitare polemiche per il testo che descriveva una violenza sessuale.
Fuori dal podio Marcella Bella con Dopo la tempesta, Fausto Leali con Mi manchi, Mino Reitano con Italia. Tutti brani famosissimi che ebbero molto successo diventando classici.
Tomba e il suo palmarès
Alberto Tomba in carriera ha vinto tutto. Alle Olimpiadi vinse ancora un oro nello slalom gigante ad Abertville nel 1992), due argenti nello slalom speciale sempre, ancora ad Albertville ’92, e a Lillehammer 1994; quattro medaglie ai Mondiali di cui due ori (entrambi nelle due specialità) in Sierra Nevada nel 1996 e due bronzi, uno nello slalom gigante a Crans-Montana nel 1987 e l’altro nello speciale del Sestriere del 1997.
Il carabiniere di Bologna ha vinto anche una Coppa del Mondo generale nel 1995, quattro coppe di cristallo di slalom gigante (1988, 1991, 1992 e 1995) e altrettante nello slalom speciale (1988, 1992, 1994 e 1995). Sempre in coppa del mondo ha ottenuto 88 podi di cui 50 vittorie, 26 secondi posti e 12 terzi posti in un arco di 11 anni.
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