La storia dei cugini Anna e i due Benedetto Alessandro affonda le sue radici in una tradizione familiare lunga quattro generazioni, profondamente intrecciata con la terra di Camporeale, nell’entroterra siciliano. Tutto ha inizio con il bisnonno, primo viticoltore della famiglia, che avvia l’attività agricola ponendo le basi di un legame autentico con la vigna, proseguito poi dal nonno Benedetto, figura centrale non solo per il nome tramandato ai nipoti, ma anche per il suo ruolo nel mondo del vino locale, dove amministrava realtà importanti del territorio in un’epoca dominata dai grandi feudi. Con il tempo, anche lui contribuì a sviluppare l’azienda di famiglia, che crebbe ulteriormente con la terza generazione, rappresentata dai tre fratelli Antonino, Natale e Rosolino, rispettivamente padri dei tre cugini protagonisti di oggi.
Dal 2000 il primo vino aziendale: il Kaid Syrah, una scommessa sulla qualità nell’entroterra siciliano
Furono loro a segnare una svolta decisiva: pur continuando a coltivare la vigna e a conferire le uve ad altre cantine, nel 2000 avviarono la prima vinificazione aziendale, dando vita al progetto della cantina Alessandro di Camporeale con un’unica etichetta, il Kaid Syrah, frutto di anni di sperimentazione tra vitigni autoctoni e internazionali e della consapevolezza che proprio il Syrah si fosse adattato perfettamente a quei terreni. Si trattò di una scelta coraggiosa, orientata alla qualità in un contesto che fino ad allora privilegiava la quantità, e segnò l’inizio di un percorso di crescita graduale, partito da circa 15.000 bottiglie e sviluppatosi nel tempo mantenendo sempre un forte legame con la produzione agricola.
Tre cugini, tre ruoli complementari: Anna, Benedetto enologo e Benedetto alla direzione
Parallelamente, i tre cugini crescevano immersi in questa realtà: fin da adolescenti partecipavano attivamente ai lavori in vigna, vivendo la vendemmia come un momento totalizzante che coinvolgeva tutta la famiglia, riunita per settimane nella stessa casa, oggi trasformata negli uffici e nella sala degustazione. Quelle esperienze, fatte di lavoro intenso, condivisione e vita comunitaria, hanno contribuito a costruire una cultura agricola profonda e una passione autentica per la viticoltura. Dopo gli studi, intrapresi in ambiti diversi ma complementari – Anna in giurisprudenza, Benedetto nel campo dell’economia e del marketing agroalimentare, Benedetto con una formazione enologica – e dopo esperienze formative anche all’estero, tra vendemmie nell’emisfero sud e collaborazioni internazionali, i tre cugini entrarono in azienda tra il 2012 e il 2014, affiancando progressivamente i padri.
L’ingresso avvenne in modo naturale, senza imposizioni, e portò a una divisione spontanea dei ruoli: Anna si occupa dell’amministrazione, Benedetto (l’enologo) della produzione in vigna e in cantina, mentre Benedetto (il grande) segue la direzione generale, il marketing e il commerciale. Questa organizzazione ha consentito all’azienda di consolidarsi e crescere, arrivando oggi a circa 270.000 bottiglie, con una presenza in oltre 30 Paesi e una forte vocazione verso mercati di nicchia e di qualità.
Filiera chiusa, identità preservata e progetto Generazione Alessandro sull’Etna
Un momento chiave è stato quello in cui la famiglia ha scelto consapevolmente di non aumentare i volumi a discapito dell’identità, preferendo mantenere una filiera chiusa, basata esclusivamente sulle uve aziendali e su un approccio artigianale orientato al valore nel lungo periodo. Parallelamente, grande attenzione è stata dedicata al territorio, con un impegno concreto nella valorizzazione della denominazione locale e nella promozione culturale e turistica dell’area di Camporeale, attraverso iniziative, eventi e progetti condivisi con altri produttori. A questa visione si affianca anche l’espansione sull’Etna, con il progetto Generazione Alessandro, ulteriore espressione della volontà di coniugare identità familiare e valorizzazione dei territori.
Oggi la cantina Alessandro di Camporeale rappresenta il risultato di un percorso costruito nel tempo, in cui tradizione e innovazione convivono grazie all’equilibrio tra le diverse anime della famiglia, e in cui la storia dei tre cugini continua a evolversi nel segno della passione, della competenza e del profondo rispetto per la terra.

