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Alla scoperta del progetto che porta una stazione meteorologica a scuola: così le discipline Stem formano i giovani sul cambiamento climatico

Alla scoperta del progetto che porta una stazione meteorologica a scuola: così le discipline Stem formano i giovani sul cambiamento climatico
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Il Liceo Bottoni di Milano forma studenti consapevoli sull’emergenza climatica con progetti STEM, dati scientifici e orientamento alle professioni del futuro.

MILANO – Tra le questioni più sensibili della nostra epoca, l’emergenza climatica si impone come una sfida che ricadrà in primo luogo sulle generazioni più giovani. Per evitare sia facili sensazionalismi sia una pericolosa sottovalutazione del problema, la scuola deve fornire agli studenti gli strumenti necessari per comprendere in modo critico il quadro reale dell’emergenza climatica. Il Liceo Scientifico Statale “Piero Bottoni” di Milano da cinque anni promuove un progetto dal titolo “Emergenza climatica: energia, clima e ambiente.” Il progetto consiste in un ciclo di incontri sul tema dei cambiamenti climatici e sulla scelta delle fonti energetiche più adeguate a contrastare l’emergenza climatica.

Lo scopo è quello di condurre gli studenti a una cittadinanza consapevole, in linea con gli accordi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Abbiamo intervistato il professor Enea Montoli, referente del progetto, il quale ci ha raccontato l’iniziativa e la decisione dell’istituto, per l’anno scolastico corrente, di aderire a Stem up your future, un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale impresa sociale e coordinato dal professore Gennaro Cortese. L’obiettivo è offrire agli studenti nuove opportunità di crescita nelle discipline Stem, assumendo il cambiamento climatico come cornice comune di lavoro e riflessione.

Professore Montoli, perché cinque anni fa il Liceo Bottoni ha scelto di avviare un progetto sul tema del cambiamento climatico?
“La motivazione è duplice. Cinque anni fa il movimento Friday For Future era molto forte e c’era un’esigenza da parte dei ragazzi a volerne sapere di più sui temi del cambiamento climatico, dell’ambiente e dell’energia. Dall’altra parte, è stata forte la nostra volontà di dare loro ciò che serve per avere uno sguardo critico sul mondo.”

Come viene articolato, invece, il progetto di quest’anno?
“Quest’anno abbiamo deciso di iscrivere la scuola a Stem up your future. Questo progetto vale per gli alunni come Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento). Tutto il progetto ruota intorno all’installazione di una stazione meteorologica nei locali della scuola. Sono stati quindi costruiti tanti laboratori e tante attività che fanno seguito a una formazione iniziale delle classi partecipanti. La prima parte del progetto si è svolta tra novembre e dicembre ed è stata dedicata alla formazione dei ragazzi su diversi temi: cos’è il cambiamento climatico, cos’è la qualità del dato meteorologico, a cosa servono le stazioni meteorologiche, ma sempre con un taglio all’orientamento. L’obiettivo è mostrare le professionalità che ruotano attorno al mondo della meteorologia. La seconda parte, che al via in questi giorni, vedrà alcune classi coinvolte in attività di analisi dati della stazione, altre andranno al Politecnico di Milano a vedere il laboratorio di idrologia, che si occupa di alluvioni ed eventi estremi, altre andranno all’Università Bicocca ad analizzare le calotte di ghiaccio per ricostruire il clima del passato.”

È stata prevista una formazione per i docenti dell’Istituto che seguono il progetto?
“Sì. I docenti interessati hanno partecipato a quattro incontri di formazione organizzati dalla Fondazione, dal Politecnico e dall’Università Bicocca. Lo scopo è che, una volta finito il progetto, i docenti siano in grado di utilizzare la stazione per fini didattici, perché la stazione rimane lì.”

Quali partner esterni sono stati coinvolti per la realizzazione del progetto?
“I tre partner sono la Fondazione Meteorologica Milano Duomo, che ha pensato e organizzato il progetto, il Politecnico di Milano e l’Università Bicocca di Milano. Da marzo in poi, tra l’altro, si terranno degli incontri specifici sull’orientamento. Ci sarà una tavola rotonda con ingegneri, geologi e fisici dei partner coinvolti che mostreranno agli studenti delle quinte i punti chiave delle loro professionalità. Viene usato il tema del cambiamento climatico per veicolare le Stem in ottica orientativa.”

Che segnale arriva agli studenti e alla comunità dall’impegno del Liceo Bottoni in progetti di questo genere?
“L’aspetto importante di quando si è interessati a qualcosa è che si abbiano le idee ben chiare. Sei anni fa c’è stato il picco del movimento ambientalista. La sensazione che io ho sempre avuto, però, è che fosse un movimento mosso dalla pancia. Secondo me mancava un po’ la sostanza, non a caso negli ultimi due anni il movimento è un po’ calato, ha perso quello slancio iniziale. Il messaggio che vogliamo lanciare è questo: è giusto provare sentimenti forti verso una causa, ma è importante che questi sentimenti siano supportati da conoscenze e competenze tecniche. L’idea è fornire gli strumenti che accompagnino le passioni e le emozioni dei ragazzi.”

Le parole del professor Montoli mostrano come il Liceo Bottoni intenda affronta il tema del cambiamento climatico attraverso un percorso formativo che unisce divulgazione e orientamento, in linea con la vocazione scientifica dell’istituto. L’obiettivo è mettere gli studenti nelle condizioni di comprendere un fenomeno complesso, contrastando sia le semplificazioni sia le minimizzazioni che spesso polarizzano il dibattito sul clima.