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L’allarme di Anci Sicilia: “Enti locali al palo, a settembre a rischio i servizi essenziali”

L’allarme di Anci Sicilia: “Enti locali al palo, a settembre a rischio i servizi essenziali”
Paolo Amenta, presidente Anci Sicilia

Amenta e Alvano: “Bilanci approvati in condizioni di grande difficoltà e margini ridotti”. “Utilizzare le prossime variazioni per rafforzare il sostegno ai Comuni”

PALERMO – C’è preoccupazione, da parte di molti Comuni siciliani, nel riuscire a presentare i bilanci di previsione 2026/2028, strumenti necessari per delineare le previsioni di entrata e di spesa degli Enti territoriali. Lo hanno ribadito nei giorni scorsi anche i rappresentanti di Anci Sicilia, dal presidente Paolo Amenta fino al segretario generale Mario Emanuele Alvano, intervenuti lo scorso 9 giugno in audizione davanti alla Commissione Bilancio dell’Ars, presieduta da Dario Daidone, alla presenza degli assessori regionali all’Economia, Alessandro Dagnino e alle Autonomie locali, Elisa Ingala, nell’ambito di un confronto dedicato alle condizioni della finanza locale.

Finanza locale in crisi e margini finanziari ridotti

“Abbiamo rappresentato una situazione che continua a destare forte preoccupazione. Molti Enti locali hanno approvato i bilanci di previsione in condizioni di grande difficoltà e con margini finanziari sempre più ridotti. È una criticità che riguarda l’intero sistema delle autonomie locali siciliane e che richiede risposte concrete e tempestive”, hanno commentato i vertici di Anci Sicilia attraverso una nota.

Servizi essenziali, disabilità e asili nido tra le priorità

Nel comunicato diffuso dall’associazione dei Comuni siciliani, si sottolinea come Amenta e Alvano abbiano “richiamato l’attenzione sulla necessità di utilizzare le prossime variazioni di bilancio per rafforzare il sostegno ai Comuni, con particolare riferimento ai servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione (Asacom), alla gestione e al funzionamento degli asili nido e dei servizi educativi per la prima infanzia, al trasporto scolastico alunni pendolari, ai servizi per le persone con disabilità e alle altre attività sociali rivolte alle fasce più fragili della popolazione.

“È stata inoltre evidenziata – è stato sottolineato – la necessità di garantire le risorse necessarie affinché le nuove strutture per l’infanzia realizzate grazie agli investimenti del Pnrr possano essere pienamente operative e tradursi in servizi effettivamente disponibili per le famiglie siciliane”.

Il rischio concreto per i servizi da settembre

“Le decisioni che saranno assunte nelle prossime settimane avranno effetti concreti già dal mese di settembre. È necessario intervenire subito affinché i Comuni possano continuare a garantire servizi fondamentali alle famiglie, agli studenti e alle persone più fragili”, hanno detto ancora Amenta e Alvano. “Le variazioni di bilancio rappresentano un’occasione importante per dare risposte ai territori e completare gli impegni finanziari già assunti nei confronti delle autonomie locali”.

Anci Sicilia chiede risorse per minori e soggetti fragili

In conclusione, il presidente Amenta ha rimarcato: “Perché possa continuare un dialogo costruttivo con il Governo regionale, Anci Sicilia chiede di tenere realmente e concretamente conto di tali esigenze, a partire dalle prossime variazioni di bilancio, destinando una parte cospicua dei circa 400 milioni disponibili ai bisogni dei minori e dei soggetti fragili”.

Fondo di solidarietà comunale e carenza di risorse

Inoltre, nelle scorse settimane, intervenendo al Quotidiano di Sicilia, lo stesso presidente Paolo Amenta ha ribadito come nelle casse dei Comuni siciliani risulti un ammanco annuale di 200 milioni di euro che si traduce in tagli nei servizi essenziali, dagli asili nido all’assistenza sociale. Amenta ha quindi indicato la necessità di una revisione immediata dei parametri che determinano il riparto del Fondo di solidarietà comunale (Fsc) per consentire alle Amministrazioni dell’Isola di riuscire a reperire risorse adeguate e colmare la distanza con altri territori del Paese.