Paura al Palazzo di Giustizia di Milano. Diverse telefonate nell’arco di mezz’ora hanno annunciato questa mattina, intorno alle 9:30, la presenza di un ordigno esplosivo all’interno dell’edificio pubblico. La polizia e i vigili del fuoco hanno provveduto tempestivamente a recarsi in loco e avviare controlli durati tutta la giornata, una volta predisposta l’evacuazione dello stabile. Le telefonate non sono state seguite da rivendicazioni circa l’ordigno che, infine, non è stato trovato, facendo rientrare il pericolo.
Le prime ipotesi non escludono nulla: dalla telefonata di un mitomane a finalità di terrorismo
La Procura di Milano sta valutando ora l’apertura di un fascicolo per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio dopo l’allarme. L’ipotesi iniziare ricade su finalità di terrorismo, tuttavia è ancora presto garantirla. Tuttavia, al momento non è escluso nulla: dalla telefonata di un mitomane a una segnalazione credibile da approfondire.
L’allarme bomba rientrato
Le operazioni di bonifica all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano sono durate circa sette ore e si sono concluse con il resoconto che tutti speravamo: nessun oggetto sospetto è stato trovato durante le attività di ricerca dei carabinieri, della polizia, dei vigili del fuoco insieme con artificieri e unità cinofile. L’ispezione si è distribuita non solo lungo i sette piani in cui si trovano le stanze dei magistrati e le aule di udienza, ma anche nei sotterranei, nella banca e nell’ufficio postale presenti al piano terra, oltre che nelle aree perimetrali. La Protezione civile locale ha fornito infine assistenza ai tanti dipendenti rimasti in attesa per ore.
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